Pyramids

A Northern Meadow

2015 (Profound Lore) | atmospheric black-metal

Sono passati circa sette anni dal loro debutto, anche se il nome Pyramids non è certo scomparso in questo (discograficamente) lungo periodo: svariate, quasi ovvie collaborazioni con importanti nomi della scena dark ad ampio raggio – dai Nadja a Mamiffer e Wraiths – hanno fatto sorgere il sospetto che a breve la loro individualità e ispirazione si sarebbero definitivamente perse per strada. L'inatteso ritorno “in proprio” della band coincide con l'ingresso nel roster di Profound Lore, già di per sé il segnale di un parziale cambio di prospettiva rispetto alle prove licenziate con la fu Hydra Head, etichetta forse più improntata a contaminazioni invise ai puristi.

Se il self-titled del 2008 era riuscito, in maniera efficace e non banale, a filtrare i chiaroscuri e le cadenze black-metal attraverso una brumosa patina shoegaze, “A Northern Meadow” sembra fare un passo indietro recuperando aspetti più tipici del genere primigenio – oltre a un titolo che sfrutta l'assai inflazionato immaginario delle radure nordiche. Le ossessive linee di chitarra riemergono nitidamente dallo sfondo, spesso con un'asprezza degna dei Gorguts (di questi figura come ospite proprio Colin Marston alla seconda chitarra), mentre la voce in delay e la drum machine – programmata da Vindsval, leader del mito underground Blut Aus Nord – restano gli elementi distintivi del suono Pyramids che già conoscevamo. Le cineree ambientazioni del collaudato William Fowler Collins intervallano il passaggio tra alcuni brani, col risultato però di spezzare il flusso narrativo anziché renderlo più coeso nelle sue parti.

Sarebbe fuori luogo definirla una svolta, poiché in linea di massima gli elementi in gioco non sono cambiati. Al limite la loro rilevanza, risultante in un'atmosfera opprimente che trova la sua controparte nel cantato melodico, quasi lamentoso di R. Loren. La durata standard e un rinnovato controllo dei propri mezzi permettono alla band di Denton, Texas di raggiungere un traguardo che li avvicini ulteriormente a un'opera compiuta: ciò non basta, tuttavia, a sopperire a una scrittura che purtroppo si rivela monocorde, dove non soltanto è difficile fare distinzioni tra un brano e l'altro, ma un episodio di media durata non risulta più elaborato o significativo di uno breve.
Pur nell'evidente non-finitezza, l'esordio aveva dalla sua un respiro più ampio e sognante, difficile da dimenticare. “A Northern Meadow” potrebbe preludere a un assestamento stilistico troppo comodo, facilmente incasellabile assieme a tanti altri progetti solo relativamente interessanti.

(19/03/2015)

  • Tracklist
  1. In Perfect Stillness, I’ve Only Found Sorrow
  2. The Earth Melts Into Red Gashes Like The Mouths Of Whales
  3. The Substance Of Grief Is Not Imaginary
  4. Indigo Birds
  5. I Have Four Sons, All Named For Men We Lost To War
  6. I Am So Sorry, Goodbye
  7. My Father, Tall As Goliath
  8. Consilience
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