Sarah Cracknell

Red Kite

2015 (Cherry Red) | indie-pop, baroque-pop

In diversi in madrepatria l'hanno soprannominata The First Lady of Indie-pop. E come dar torto a tale etichetta? Dal celebre mélange a cavallo tra indie, acid-house e techno-pop con i Saint Etienne fino alle collaborazioni con altrettanto rispettati colleghi quali Marc Almond e Maurice Deebank, la vellutata voce e il celebre boa di piume rosa di Sarah Cracknell hanno tratteggiato con costanza la scena inglese per oltre un quarto di secolo. Sempre senza clamori, ovviamente, ma con la classe e l'acume inquisitore da songwriter come si confà, appunto, a una First Lady che incide per etichette come la Heavenly e la Cherry Red.

Comodamente registrato nel fienile in fondo al giardino di casa nei dintorni dell'Oxfordshire insieme a Carwyn Ellis (polistrumentista dei Colorama), "Red Kite" è un disco che trasuda dolcezze pastorali e maliconie da brughiera con la nebbia di primo mattino in dissolvenza, e inverte la rotta verso un ritorno alle origini. Se infatti il debutto solista di Sarah, "Lipslide", risalente ormai al lontano 1997, giocava con lo stesso techno-pop tanto amato dai colleghi Wiggs & Stanley (erano gli anni di "He's On The Phone" e delle frequentazioni con Etienne Daho), "Red Kite" compie una deliziosa capriola all'indietro, verso i motivi acustici dell'indie-pop d'autore e di certe atmosfere sixties che rifuggono ogni accenno di elettronica.

Non sarà nulla di nuovo, dunque, ma è impossibile rimanere indifferenti mentre passano in rassegna i dolci coretti sorretti dal mélange di chitarre di "Nothing Left To Talk About", impreziosito dal curioso cameo alla seconda voce di Nicky Wire, solitamente bassista dei Manic Street Preachers.
Accenni di baroque-pop ("In The Dark"), giostrine agrodolci ("Hearts Are For Breaking", "It's Never Too Late"), umbratile malinconia sotto una traccia d'archi ("The Mutineer"), un momento cinematico da spy-movie con chitarra elettrica sfrigolante ("I'm Not Your Enemy"), accenni di chanson ("I Close My Eyes"), armonie semplicemente sopraffine ("Take The Silver"), e una ninna nanna abbozzata sul finale ("Favourite Chair") completano un quadretto che potrebbe rincuorare persino i fan dei Belle And Sebastian rimasti delusi dalla recente svolta electro.

"Red Kite" è indubbiamente un disco di settore, destinato agli amanti del genere, ai nostalgici degli anni 60 e ai seguaci del circolino Heavenly/Cherry Red/Sarah Records e surrogati. Ma il songwriting, la cura dei testi e gli arrangiamenti ne fanno un album che, senza clamori, rimarrà indubbiamente a lungo nei cuori degli ascoltatori più sensibili. Dicono che la classe non è acqua; Sarah Cracknell di classe continua ad averne in abbondanza.

(14/06/2015)



  • Tracklist
  1. On The Swings
  2. Nothing Left To Talk About
  3. In The Dark
  4. Ragdoll
  5. Underneath The Stars
  6. Hearts Are For Breaking
  7. Take The Silver
  8. The Mutineer
  9. I Close My Eyes
  10. It's Never Too Late
  11. I Am Not Your Enemy
  12. Favourite Chair


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