Scott Matthew

This Here Defeat

2015 (Glitterhouse) | songwriter, alt-folk

Come all ye faithful the wrecked and the woeful
Please find me and lay me to rest

Passato quasi un decennio dalla comparsata nel film "Shortbus" che lo ha rivelato al mondo, Scott Matthew continua ad essere il cantore dalla voce e dal cuore spezzati nel marasma passionale del mondo. "This Here Defeat" è l'ultimo di cinque Lp che sono variazioni su variazioni di uno stile che potremmo ormai considerare inamovibile, persino nell'esercizio della cover ("Unlearned", nel senso di disimparare ciò che padri e fratelli maggiori hanno tramandato). Così che diventa quasi imbarazzante ritrovarsi a giudicare un talento e un'opera che che non accolgono (ancora) svolte percepibili - per fortuna nemmeno improbabili - e che si manifesta come un'anima fedele alla propria sofferta ma sincera vocazione.

Dunque, un'altra sconfitta? Negli album di Matthew c'è sempre stato qualche spazio anche per le piccole gioie quotidiane, stemperando le complicazioni dei rapporti con un passeggero e malinconico senso dell'ironia. Così in queste dieci canzoni - prodotte assieme al chitarrista Jürgen Stark e registrate in una settimana scarsa - divise tra l'insopprimibile sentimento di abbandono e l'accettazione "agrodolce" di quelle ferite che, in nome dell'amor proprio, devono necessariamente rimarginarsi. Gli arrangiamenti classici con archi e pianoforte sono ormai delle coloriture, mentre ottengono maggior rilievo una chitarra amplificata (tenui effetti come il tremolo sono ai minimi termini) e una batteria dal tocco leggero, quasi jazzato. Da ultimo incontriamo anche qualche subliminale intersezione con beat elettronici: non ancora ciò che si può definire un rinnovamento del sound, ma può trattarsi di uno spiraglio verso nuove contaminazioni future.

Un discreto saliscendi emotivo per poco più di mezz'ora: da una ballad con vago sentore radioheadiano ("Skyline") alla romantica arpa di "Ruined Heart", dalla completa disillusione di "Constant" al folk in uptempo della semi-seria "Bittersweet" (And you stop and I start/ To prepare for a broken heart now/ Let's agree to disagree/ And you can sail to shore as I drift out to sea).
La singolare title track, poi, è la contraddittoria dedica a un amante del passato che la saggezza del tempo rivela esser stato del tutto deludente, indegno della stessa canzone che lo vede protagonista - e dunque la rivincita - tutta a favore della metà tradita (And you joked you'd get/ The "best of" from me/ So very wrong/ You won't even get a song).

Forse, dopotutto, sarebbe ingiusto considerare "This Here Defeat" come il solito album di Scott Matthew: lo è indubbiamente nella forma, ma nello spirito è l'opera di chi finalmente sta imparando qualcosa di importante dagli inciampi della vita, ma con questo non perde la sensibilità che lo espone al dolore di una perdita ("Ode") e alla necessità di elaborarla coi mezzi a propria disposizione - insomma, l'umanità. E ne abbiamo ancora bisogno.

(28/03/2015)

  • Tracklist
  1. Effigy
  2. Skyline
  3. Constant
  4. Soul To Save
  5. Ruined Heart
  6. This Here Defeat
  7. Bittersweet
  8. Here We Go Again
  9. Ode
  10. Palace of Tears


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