Todo Modo

Todo Modo

2015 (Goodfellas) | alt-rock, noise, songwriter

Nel vedere questo nuovo trio all’opera - uno sperimentatore, un cantautore e un batterista - la mente vola a oltre venti anni fa, quando Manuel Agnelli, Xabier Iriondo e Giorgio Prette stupirono tutti pubblicando uno dei manifesti della scena alt-rock italiana degli anni 90: “Hai paura del buio?”.
Gli Afterhours sono andati avanti con Agnelli sempre più padre padrone, con Iriondo che prima è uscito dal gruppo e poi è rientrato, con Prette che ha salutato tutti pochi mesi fa, spinto dalla ricerca di nuovi stimoli. Xabier non ha abbandonato l’amico Giorgio, e in men che non si dica ecco un nuovo start-up, frutto del coinvolgimento di Paolo Saporiti, uno dei songwriter più apprezzati del circuito indipendente più laterale.

La ragione sociale prescelta è Todo Modo, al centro dell’idea ci sono le ben note elaborazioni sonore di Iriondo, libero di sintetizzare nel formato-canzone il sound generato con l’ausilio delle proprie attrezzature: chitarre, pedaliere e utensili assortiti.
Prette accompagna con esperienza, capacità e misura, e la sua batteria non viene certo esentata dall’operazione di iper-effettistica (“Il mio amore per te” ne è un fulgido esempio). Il tutto viene posto al servizio della scrittura e della voce di Saporiti, in un'atmosfera generale avanguardistica ma mai fine a se stessa.

Inevitabile la presenza di tanto profumo Afterhours (“Soffocare”, “Come fossi Dio”), ma Saporiti non gioca mai a fare il Manuel Agnelli della situazione, puntando piuttosto sulle proprie caratteristiche peculiari, cercando di sfruttare l’occasione per suscitare curiosità nei confronti del proprio efficace lavoro solista, che per molti sarà ora inevitabile andare e ricercare e approfondire.
In alcuni casi si scorgono spunti prossimi al Dellera solista (“Puttane e miele”), sensazione che conforta l’idea di sentirsi come al cospetto di una famiglia allargata, o comunque di influenze reciproche non necessariamente volute.

Iriondo, che si è occupato anche di registrazione e mixing, continua così a farsi promotore e protagonista di progetti sempre originali: a un solo anno di distanza da “Cagna Schiumante”, iniziativa condivisa con Stefano Pilia e Roberto Bertacchini, estrae dal cilindro nuovi spunti che proseguono quel percorso che conta ormai decine e decine di progetti (da ricordare almeno Six Minute War Madness, A Short Apnea, Uncode Duello e Shipwreck Bag Show).
Le canzoni a volte sono come lacerate in due, riservando la parte centrale alle dissonanti bizzarrie noise di Xabier (“Alle volte” è il caso scuola). Tutto è spiazzante, ma con disciplina, senza mai condurre nulla sino alle estreme conseguenze.

Qui non ci sono le furbizie degli Afterhours (quelle che dopo “Non è per sempre” provocarono una rottura fra le due anime della band), ma nemmeno quell’irripetibile manifestazione di certo disagio generazionale che Agnelli sapeva urlare in faccia alla generazione X, e che ha reso unica e irripetibile l’esperienza della band milanese.
“Todo Modo” vuole essere con forza un’altra cosa, e si impone come uno step necessario nell’ambito di certo songwriting italiano, quello che riserva attenzione non soltanto alle parole, ma anche agli aspetti sonori. Un riuscito incrocio di cantautorato e sperimentazione.

(29/10/2015)

  • Tracklist
  1. Soffocare
  2. Togli le mani da lei
  3. Come fossi Dio
  4. La via
  5. La pancia di Milano
  6. Alle volte
  7. Puttane e miele
  8. Il mio amore per te
  9. L’attentato
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