Valet

Nature

2015 (Kranky) | dream-pop, songwriter

Sono trascorsi ben sei anni dalla sua ultima apparizione e per Honey Owens, in arte Valet, il tempo pare essersi fermato. L’eronia dei Jackie-O Motherfucker ha vissuto gran parte di questi anni lontana dai “riflettori” dei circuiti alternativi statunitensi, ben riparata nella sua amata Portland.
Messe da parte le psichedeliche evasioni dei primi due Lp, la musicista statunitense ha deciso di raggiungere nuovi lidi, nuove sponde entro cui adagiare i propri flussi acustici, lievitando qua e là in una sorta di dream-pop etereo e trasognato molto vicino a certe attitudini proprie dei Beach House, ma soprattutto dei lontani Chinatsu Shoyama e Shin'ichi Ogawa, in arte Sugar Plant, duo giapponese attivo nelle seconda metà dei Novanta, e a conti fatti il miglior parallelo possibile con le otto tracce contenute nel qui presente “Nature”.

Dunque, la Owens ha definitivamente placato i suoi bollenti spiriti, riponendo nel cassetto incubi e dolori. Un abbandono intuibile fin dalle iniziali “Sunday” e “Nature”. Pochi accordi, una voce che pare uscire fuori dalle nuvole e linee melodiche fruibili a segnalare il raggiungimento di una più che sopita quiete interiore.
Nell’album regna sovrana un’ipnosi cullante e sedante, che raggiunge il suo vertice anestetico nella strumentale “Clouds”, attraverso un leggerissimo coro in sottofondo, ritmica vagamente cadenzata e una leggera brezza acustica che trascina via tutto e il suo contrario.

A tratti, pare di ritrovarsi dinanzi agli Ash Ra Tempel pacati del secondario “Starring Rosi”. Tuttavia, tale continua sospensione armonica rapisce solo in minima parte, e ci si ritrova spesso a fare i conti con la noia, vista soprattutto l’assenza di melodie realmente memorabili che possano in qualche maniera distaccarsi e distaccarci dal mero dondolio di partenza.
In definitiva, con “Nature” Honey Owens ha ritrovato solo la sua pace dei sensi, tralasciando a più riprese il bandolo di una matassa sonora parsa eccessivamente impercettibile.

(04/07/2015)

  • Tracklist
  1. Sunday    
  2. Nature    
  3. Signs    
  4. Lion    
  5. Nowhere    
  6. Clouds    
  7. Transformation    
  8. Child
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