Pretenders

Alone

2016 (BMG Rights Management) | rock

Avevamo lasciato Chrissie Hynde alle prese con il suo debutto solista, "Stockholm", pubblicato nel 2014; un lavoro più leggero e pop rispetto a quanto proposto regolarmente coi Pretenders, che vantava ospiti di prestigio come Neil Young. “Alone”, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto rappresentare il seguito di quel disco. Negli studi di registrazione presenti a Nashville, però, Chrissie e un team capitanato da Dan Auerbach dei Black Keys – nelle vesti di produttore e chitarrista – si sono accorti che il suono era quello di un classico album dei Pretenders. Perché allora non rispolverare il nome del vecchio gruppo?

Realizzato in due sole settimane, “Alone” cerca di catturare quell’energia che aveva caratterizzato gli esordi della band, tra chitarre taglienti e arrangiamenti scarni, e – in parte – ci riesce pure. Come nella title track, che si rifà alla mitica “Precious” (citata apertamente, con tanto di “Fuck Off!”): un rock‘n’roll trascinante, con riff à-la Keith Richards, piano da saloon western e canto recitato in stile Lou Reed. O come in “Gotta Wait”, che recupera il ritmo frenetico dei primi due dischi dei Pretenders. L’omaggio al proprio glorioso passato prosegue con “Chord Lord”, praticamente una via di mezzo fra “Lovers Of Today” e “Up The Neck”. “Never Be Together” ci tiene invece a ricordare tutta l’influenza esercitata dalla Hynde su Shirley Manson dei Garbage.
Il tono dell’opera risente, in ogni caso, del luogo ove è stata registrata: non mancano quindi tracce polverose, con tocchi blues e country sapientemente dosati e qualche lontana eco noir presa in prestito dai lavori più recenti di Lana Del Rey (non a caso, Dan Auerbach aveva contribuito alla realizzazione di “Ultraviolence”). La voce di Chrissie Hynde regge bene e riesce ancora a emozionare in “Blue Eyed Sky”, una ballata di classe. Si discosta dal resto il brano conclusivo, "Holy Commotion", all'insegna del vintage, tra cori 50’s e synth 80’s.

Il leit-motiv di “Alone”, come si può già intuire dal titolo, è la solitudine, un argomento affrontato senza peli sulla lingua (e con qualche eccesso, per esempio nella non troppo riuscita “I Hate Myself”) dall’indomita Chrissie, che sottolinea quanto sia sottovalutato stare da soli, perché “la solitudine ti permette di conoscere meglio te stesso, bisogna coglierne i lati positivi”. La cantante-chitarrista proveniente dall’Ohio, a dispetto dei suoi 65 anni, è ancora più combattiva che mai e si appresta ad andare in tour negli Usa in compagnia di un’altra grande rockeuse come Stevie Nicks. I Pretenders, in estate, toccheranno anche l’Italia, per due date, nel mese di luglio, all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (in provincia di Brescia) e all'Auditorium di Roma. Un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo una delle più belle voci femminili nella storia del rock.

(25/04/2017)



  • Tracklist
  1. Alone Song
  2. Roadie Man
  3. Gotta Wait
  4. Never Be Together
  5. Let's Get Lost
  6. Chord Lord
  7. Blue Eyed Sky
  8. Be The Man That You Are
  9. One More Day
  10. I Hate Myself
  11. Death Is Not Enough
  12. Holy Commotion


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