DIIV

Is The Is Are

2016 (Captured Tracks) | post-grunge, dark, shoegaze

Di certo la spavalderia e l’estro non sono mai mancati a Zachary Cole Smith. Il trentunenne newyorkese di nascita - ma cresciuto in Connecticut - è leader e fondatore del progetto DIIV e ora anche producer di questo “Is The Is Are”, secondo, attesissimo lavoro negli Stati Uniti D’America. Già, perché Smith è un personaggio con una biografia anamnestica interessante, fatta di drop-out scolastici (ben sei) e piccoli lavoretti (giardiniere, cameriere) per mantenere l’esile corporatura che ancora lo fa sembrare un ragazzino.
Fidanzato con la modella e cantante Sky Ferreira – voce in "Blue Boredom (Sky's Song)" – il musicista Brooklyn-based ha continuato ad alternare l’attività artistica alle difficoltà legate all’abuso di droga (famoso l’arresto con la Ferreira nel 2013) sviluppando una bulimia compositiva impressionante: circa 150 canzoni composte tra l’acclamato “Oshin” e questo sophomore in uscita per Captured Tracks.

“Is The Is Are” è un titolo tratto da una delle poesie preferite di una grande raccolta che lo stesso Smith chiese di comporre ai visual artist dell'album, creatori stessi della cover e del booklet artistico. Un doppio album di 17 tracce - nota interessante nel panorama indie-rock internazionale – per circa un’ora di musica: noise di scuola Sonic Youth si alterna alla darkwave dei Cure e allo shoegaze sperimentale degli ultimi Toy, SUUNS e Girls Names, concedendosi modalità espressive ampie e sinestetiche, misture di colori ad olio e odore di stagnola.
Il lusso – in questa “mini-era” di rock sperimentale - è contraddistinto dalla fantasia di Smith suonatore di chitarra. Guizzi e cavalcate melodiche si innestano in un paesaggio onirico in cui la batteria non originalissima si esprime con la più evidente concretezza di scuola kraut. Non particolarmente degna di cura la nota vocale, in cui parole instabili e contradditorie sono pronunciate a mezza voce e rimangono rinchiuse nel confine immaginario del labiale.

L’album si ascolta a diverse velocità e con differenti umori: nella prima parte le canzoni raccontano la personalità scanzonata e tristemente godereccia del musicista statunitense, con ritmi dilatati ma dinamici (“Under The Sun”, “Dopamine”); nella seconda il percorso incupisce sotto le ombre di suoni gravidi e plumbei (“Yr Not Far”, "Is The Is Are", "Incarnate Devil") e riapre nella terza come un nuovo assaggio, una nuova esperienza agrodolce (“Healthy Moon”).
Zachary Cole Smith aka DIIV ha trovato una bella ispirazione in questo “Is The Is Are”, consegnando un disco coraggioso, che ha dalla sua la capacità di attrarre pur ripetendosi, sempre fedele alla costante entropica e comunque in grado di orientare quando tutto sembra essere qualcosa di diverso.

(01/02/2016)



  • Tracklist
  1. Out Of Mind
  2. Under The Sun
  3. Bent (Roi's Song)
  4. Dopamine
  5. Blue Boredom (Sky's Song)
  6. Valentine
  7. Yr Not Fear
  8. Take Your Time
  9. Is The Is Are
  10. Mire (Grant's Song)
  11. Incarnate Devil
  12. (Fuck)
  13. Healthy Moon
  14. Loose Ends
  15. (Napa)
  16. Dust
  17. Waste Of Breath


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