FVNERALS

Wounds

2016 (The Native Sound, Golden Antenna Records) | doom, post-rock, darkwave

"I've been waiting for a guide to come and take me by the hand", canta Ian Curtis nell'incipit di "Unknown Pleasures".
E' un viaggio in mondi oscuri quello che ci propongono i FVNERALS, ma non una discesa nel maelström: piuttosto, l'esplorazione di un antro buio, accompagnati per mano; la luce, fioca, è di quelle che rivelano infinite sfumature di nero.
Secondo lavoro in studio dopo "The Light", del 2014, sfuggito a queste latitudini; la grafia del moniker trae in inganno e - complice la provenienza britannica - porta alla mente i CHVRCHES, ma in realtà le sonorità agrodolci di Lauren Mayberry e co. sono distanti anni luce da "Wounds".

La strumentale "Void" è la prima delle sette "ferite" che compongono il comeback dei FVNERALS, e introduce un quadro dominato dalle basse frequenze, tipiche di doom e drone; non ci troviamo, però, di fronte a degli integralisti. Certo, il tappeto sonoro ha trama nerissima e i rintocchi della batteria sono echi minacciosi, ma il mood plumbeo viene arricchito dai synth di Tiffany, la cui voce sancisce la transizione alla successiva title track.
Ed è così che il mosaico prende la forma ora di darkwave, nelle sue declinazioni più "ambientali", ora di shoegaze, nella sua veste più cupa.
Non stupiscono pertanto i paragoni con gruppi come Dead Can Dance e Swans che si trovano in Rete: non è un ossimoro ma un amalgama che - sulla carta azzardato - diviene un obiettivo centrato, grazie a una forte personalità e al songwriting maturo.
I brani di "Wounds" sono lunghi, costruiti in "crescendo", e mantengono alta la tensione emotiva, nel segno dell'introspezione più cupa: un flusso di coscienza che viene rafforzato dalla mancata soluzione di continuità fra le tracce e che culmina nei tocchi di piano che chiudono "Where", l'ultimo brano.

La tavolozza, ormai è chiaro, mescola esclusivamente colori corvini; lo fa però in maniera originale, creando tinte nuove. Una commistione che ricorda gruppi come i metallici Atriarch o la meteora RØSENKØPF: band trasversali, attive sul crinale tra i "generi", un ambito arduo in cui i FVNERALS, però, dimostrano di sapersi muovere egregiamente.

(25/10/2016)



  • Tracklist
  1. Void
  2. Wounds
  3. Shiver
  4. Teeth
  5. Crown
  6. Antlers
  7. Where
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