Vijay Iyer & Wadada Leo Smith

A Cosmic Rhythm With Each Stroke

2016 (Ecm) | jazz

L'incontro tra un veterano del free-jazz come Wadada Leo Smith e uno dei più promettenti e audaci pianisti del nuovo jazz come Vijay Iyer ha dato come frutto un disco dalle proporzioni monumentali come "A Cosmic Rhythm With Each Stroke". A dispetto dell'apparente semplicità della sua struttura (con il solo piano acustico ed elettrico di Iyer, più qualche sporadico intervento al computer e la tromba squillante di Leo Smith), si tratta invece di un disco di una certa complessità, soprattutto per via della sterminata suite in sette movimenti della durata di quasi un'ora che dà il titolo all'album.

Le due composizioni poste in apertura e chiusura del disco, "Passage" (a firma di Iyer) e "Marian Anderson" (di Smith) sono, in confronto, assai tradizionali, nel più tipico stilema della Ecm (quella di Iyer è una ballad sostenuta da una buona melodia, mentre quella di Smith richiama alla mente il suo primo album per la Ecm, "Divine Love", uscito nel lontano 1979).
Il vero fulcro del disco è appunto "A Cosmic Rhythm With Each Stroke", dove convergono sia le esperienze di Smith (soprattutto quelle più avantgarde, memori del suo passato, quando incrociava i musicisti più creativi dell'AACM come Anthony Braxton, fino alle collaborazioni con Marion Brown e, ultimamente, con John Zorn) che quelle molto più recenti di Iyer, con il suo jazz sapientemente in bilico tra tradizione e innovazione.

La prima sezione della suite ("All Becomes Alive") e la quinta ("A Divine Courage") trasudano una tensione drammatica sottolineata dai discreti interventi all'elettronica di Iyer e dalla tromba di Smith. Nella terza parte ("The Empty Mind Receives") Smith suona come un Miles Davis su un pianismo dodecafonico, mentre nella quarta ("Labyrinths") il grande trombettista del Mississippi riesce a rievocare perfettamente lo spirito del Don Cherry più free del periodo Blue Note. Le ultime due sezioni della suite ("A Cold Fire" e "Notes On Water") sfociano in una vera partitura d'avanguardia per piano, elettronica e tromba e altrettanto ardito è il pianismo puramente astratto della quinta parte ("Uncut Emeralds"), laddove Iyes riesce a esprimere appieno le proprie capacità interpretative.

Questa vasta composizione è stata dedicata dai due autori alla memoria della grande artista indiana Nasreen Mohamedi (il disegno della copertina del disco è infatti una sua famosa opera). Per essere un disco pensato da due musicisti di estrazione così diversa, considerando anche il distacco generazionale (Smith è nato nel 1941 e Iyer nel 1971), l'esperimento può ritenersi perfettamente riuscito. Del resto, lo stesso Iyer scrive nelle note del libretto che Smith è stato uno dei suoi migliori maestri e fonte di ispirazione - nel senso che ha seguito alcuni suoi corsi di composizione al college, oltre ad aver suonato con lui dal 2005 al 2010.
L'album è stato registrato a New York all'Avatar Studio nell'ottobre 2015 con l'ausilio tecnico di James A. Farber, oggi uno dei sound engineer di punta di molta nuova produzione americana targata Ecm.

(18/03/2016)

  • Tracklist
  1. Passage
  2. A Cosmic Rhythm With Each Stroke
  • All becomes alive
  • The empty mind receives
  • Labyrinths
  • A divine courage
  • Uncut emeralds
  • A cold fire
  • Notes on water

 

3. Marian Anderson

 


  • 3 Marian Anderson


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