Alex Puddu

In The Eye Of The Cat

2016 (Schema) | neo-lounge

Alex Puddu è un quasi cinquantenne batterista e polistrumentista romano (sebbene trapiantato a Copenhagen da trent'anni) che ha un passato come dj specializzato in dance-funk e di "salsoul", è soprattutto un sincero appassionato di tutte le colonne sonore del cinema italiano di genere degli anni Settanta, a livello quasi ossessivo.

Approfittando dell'ondata del revival di tali suoni alla fine degli anni Novanta (con ristampe di dischi oscuri di "library-music" e di colonne sonore di film poliziotteschi e gialli all'italiana, ad opera della Easy Tempo, Cinevox e Dagored), Puddu ha pensato bene di mettere a frutto le sue capacità compositive e strumentali, ispirate appunto a tali generi musicali, incidendo una serie di dischi che sono infatti sinceri tributi a quell'epoca, ma ai quali non manca fortunatamente una discreta dose di personalità.

Il primo album, "Hell Is Other People", uscì in edizione numerata nel 2010 per la Al Dente. Dopo un paio di dischi ispirati ai film pornografici danesi e un altro che vedeva la partecipazione straordinaria di Edda Dell'Orso ("Registrazioni al Buio", uscito per la Schema nel 2013), Puddu è arrivato ora a pubblicare il suo sesto lavoro, "In The Eye Of The Cat", nobilitato ancora una volta dalla bellissima voce della Dell'Orso in quattro brani su undici complessivi (la Dell'Orso ha registrato però la sua voce a Roma, mentre Puddu ha realizzato tutto a Copenhagen con l'ausilio di validi strumentisti) e presentato con una splendida copertina, che rende perfettamente l'idea della proposta musicale racchiusa tra i solchi del disco.
Certamente Puddu non è né Morricone e né Piccioni o Trovajoli, ma, nonostante l'evidente scotto da pagare nei confronti di quei suoi inimitabili maestri, il polistrumentista romano è riuscito a colpire nel segno, stavolta con una dose di originalità in più.

Impossibile non pensare al Morricone de "Il Gatto a Nove Code" e agli Osanna di "Milano Calibro 9" ascoltando "Danze delle Ombre" e "In The Eye Of The Cat", eppure, nonostante lo stile chiaramente derivativo, si tratta di pezzi intriganti e dall'ottimo groove. "Emerald", invece, è un Franco Micalizzi (quello delle colonne sonore dei poliziotteschi di Lenzi, che tanto piacciono a Tarantino) in acido. "Il Sogno, La Luna" e "Una Donna allo Specchio" sono pura lounge music di morriconiana memoria (tipo quella de "Le Foto Proibite di Una Signora Perbene"). "The City Of Gold" e "Mood Psychedelico" richiamo alla memoria, rispettivamente, il Piero Piccioni più languido e quello più lisergico (la soundtrack di "Scacco alla Regina", per esempio).

"The Bull" è ancora un altro omaggio agli Osanna, mentre "Magic Mountain" è un bell'esempio acustico di psichedelia mistica (non è sbagliato pensare anche ai Six Organs Of Admittance). "Terra e Fuoco" chiude il disco con una performance vocale della Dell'Orso nel più puro stile seventies. Puddu si rivela anche un valido strumentista, non solo come percussionista, ma anche al bouzouki, all'organo, al moog e alle varie chitarre.
Un disco davvero gustoso e godibile, pur senza essere rivoluzionario.

(07/02/2016)

  • Tracklist
  1. Danze delle Ombre in Algeria
  2. Emerald
  3. Il Sogno, La Luna
  4. Immersioni
  5. The City Of Gold
  6. The Bull
  7. Mood Psychedelico
  8. Magic Mountain
  9. In The Eye Of The Cat 
  10. Una Donna allo Specchio
  11. Terra e Fuoco


Alex Puddu on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.