Anderson/Stolt

Invention Of Knowledge

2016 (InsideOut) | progressive rock

Il ritorno in studio di Jon Anderson, a cinque anni dalla sua ultima prova e a otto dal suo abbandono forzato degli Yes, lo vede affiancato da Roine Stolt. Il chitarrista svedese è uno dei membri fissi dei Flower Kings, formazione prog capace di ottenere un discreto seguito nel sottobosco degli anni Novanta.
La collaborazione suona del tutto naturale, dal momento che lo stile di Stolt è profondamente influenzato da quello di Steve Howe. Sembra di fatto di ascoltare un disco degli Yes, magari qualche ripescaggio d’archivio che non riuscì a finire negli album storici a causa delle melodie non del tutto a fuoco.

Se la voce di Anderson emoziona come sempre col suo tono cristallino e se si può constatare una notevole qualità sonora, nonostante non si tratti certo di un disco registrato con chissà quale budget, l’opera si rivela infatti un po’ sfilacciata sul piano della scrittura.
Diversi tratti sembrano cantati un po’ per inerzia, come scusa per consentire ad Anderson di srotolare le sue nenie new age su sole, nuvole, luce e verità, frantumandole in una marea di rivoli vocali sovraincisi.

È tutto piacevole, si vorrebbe in più di un tratto che una simile padronanza strumentale appartenesse alle band indie attuali, ma altrettanto palesemente, dopo un’ora di ascolto ci si accorge che di alcuni tratti non è rimasta traccia, laddove gli Yes rimanevano stampati nella memoria al primo ascolto. Certo dall’epoca ne è passata di acqua sotto i ponti e non si può pretendere ancora oggi quella freschezza.
Di contro, funziona perfettamente come sottofondo, con la sua rassicurante rete di pianoforte, sintetizzatori, Mellotron, archi, clavicembalo, fiati, percussioni, bassi distorti, chitarre acustiche, epici assoli elettrici e chi più ne ha più ne metta.

Almeno un titolo riesce inoltre a tirare le reti in barca e a sfoggiare una struttura più solida, la conclusiva “Know”, undici minuti di dilatata bossa nova in salsa spaziale, con tanto di divagazione alla “And You And I” (per il video è stata tuttavia ridotta ai soli tre minuti iniziali). È tranquillamente indicabile come la miglior cosa a cui il cantante abbia messo mano da una ventina d’anni a questa parte, Yes inclusi. Mentre le sue note incantate cullano l’ascoltatore verso il termine dell’opera, viene da pensare che alla fine il biglietto è stato ripagato anche questa volta e che, in fin dei conti, a un artista del genere possiamo anche perdonare qualche prolissità.

(12/10/2016)

  • Tracklist
  1. Invention
  2. We Are Truth
  3. Knowledge
  4. Knowing
  5. Chase And Harmony
  6. Everybody Heals
  7. Better By Far
  8. Golden Light
  9. Know ...
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