Barachetti / Ruggeri

White Out

2016 (Ribéss) | industrial-wave, post-rock, songwriter

L'unione artistica tra Luca Barachetti, già con i Bancale e qui alle liriche, ed Enrico Ruggeri, già con Hogwash e qui alla composizione, frutta la maratona di visioni criptiche, persino ermetiche, di "White Out", i cui titoli hanno spesso un formato "nome-aggettivo" che li rende simili a opere d'arte pittoriche.

Sulle prime sembra un elogio della scrittura libera. Informi - nella struttura e nei timbri - sono, infatti, le recitazioni di "Dolore bianco" (droni atonali, silenzio, distorsioni elettroniche), "Macula" (un ronzio elettronico inquietante che assorbe le parole e le vomita come riverbero mostruoso), "San Sebastiano" (rullate paramilitari, note funebri), "Uomo occipitale" (hip-hop debosciato e martoriato da scariche d'elettroshock). Anche quando, come in "Pulsa", appaiono elementi tradizionali - una murder ballad per chitarra e voce - l'assetto sembra più quello di un esperimento semiotico-fonetico.

In molti brani la voce (zombie) rende ancora qualche sbiadito segno di musicalità, mentre il resto è non-musica di macchine bioniche, manovrate per giunta con fare selvaggio, "Corpo occidente", o un martellare metallico pseudo-techno, "Uomo scritturato", o un magma di motori sotto sforzo, "Mare morto", o ancora un battito Suicide più imploso, subliminale e tribale, l'eponima "White Out" (la migliore, con attimi di panico tremebondo).
Coronano l'album i nove minuti di "Fiume verticale", un crepuscolo a base di vibrato e organo da chiesa, una tecnica mista che ha la profondità dei primi Calla, un comizio decrepito che di nuovo degenera in un bordone di cacofonia.

Frutto di tre anni di lavoro, tra strumenti preparati e autocostruiti, videoperformance e installazioni (le prime versioni di "Fiume verticale" e "Uomo occipitale"). Ha la compiutezza visionaria che manca ai dischi più audaci di Fabrizio Testa, il coraggio che manca a quelli dei Santo Barbaro, e l'indeterminatezza sonica del tardo Scott Walker. Un concept sulla crisi terminale dell'individuo d’Occidente che non fa prigionieri in termini di accomodamenti melodici (forse solo uno, ma comunque notevole: il carillon marziano di "Panda psichico") e attesta non solo la bravura avanguardista di Ruggeri, ma pure lo scavo poetico, tra Ferretti e Montale, di Barachetti. Dipinto di copertina a cura di Alice Falchetti, che ne ha anche realizzato uno per brano. Co-produzione Ribéss e Dreamingorilla.

(16/05/2016)

  • Tracklist
  1. Dolore bianco
  2. Corpo occidente
  3. Pulsa
  4. Uomo scritturato
  5. Macula
  6. San Sebastiano
  7. White Out
  8. Mare morto
  9. Cretto del vero
  10. Panda psichico
  11. Uomo occipitale
  12. Fiume verticale


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