Bethan Kellough

Aven

2016 (Touch) | ambient/electronic, field recordings

Da alcuni anni il marchio Touch non equivale più alla sola attività di label discografica - tra le più autorevoli degli ultimi trent'anni in materia di sperimentazione elettronica, ambient e drone - ma anche ad attività collaterali volte a promuovere e sostenere le ricerche più interessanti del settore. Ciò avviene principalmente attraverso conferenze, con la partecipazione di importanti artisti del roster, e mentorship volte a fornire un affiancamento tecnico e didattico alle giovani promesse che l'etichetta ritiene meritevoli di supporto.
A quest'ultimo programma ha preso parte, nel 2015, la compositrice e sound artist britannica Bethan Kellough, che ha catturato suoni in presa diretta nei suoi viaggi e residenze artistiche in Islanda e Sudafrica, al fianco di numi tutelari del field recording come Chris Watson e Francisco López.

Presentato e inciso pochi mesi fa nell'ambito della Touch Conference presso lo spazio South Of Sunset di Los Angeles, "Aven" rappresenta uno straordinario approdo nella contaminazione tra suono naturale, acustico e digitale.
Taluni artisti operano un contrasto più o meno netto tra le due dimensioni, mentre altri approcciano la polifonia dell'ambiente naturale con religioso rispetto, preservandone la ricchezza a scapito dell'impronta umana. La versatile Kellough si situa idealmente nel mezzo, armonizzando con estrema fluidità i moti d'acqua e vento con il suono gentile del suo violino - sovrainciso e riverberato sino a emulare le orchestre d'archi di Arvo Pärt - in un dialogo di qualità e intensità sempre diverse dove realtà e artificio divengono una nuova istanza indissolubile.

Non sorprende che i primi pareri entusiastici siano stati quelli di Roly Porter e Paul Jebanasam: nelle poderose ondate elettroniche che attraversano "Vision" e "Low" risuonano tanto i moti astrali di "Third Law" quanto la realtà disgregata di "Continuum"; sono sferzate sparute e sfuggenti, e quindi ancor più efficaci, entro un grande quadro acustico che non forza mai la mano sulle modificazioni, generando come un minuscolo pianeta dall'equilibrio tormentato ma da ultimo incorruttibile.
Un gioiello di composizione contemporanea edito in sole 500 copie cd, da avere e custodire come una rarità.

(13/09/2016)

  • Tracklist
  1. Descent
  2. Vision
  3. An Opening
  4. Canopy
  5. Low
Bethan Kellough on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.