Beyoncé

Lemonade

2016 (Parkwood / Columbia) | contemporary r&b, pop-rock, country, vintage-soul

When life gives you lemons, make lemonade!
Incredibile, ma vero. Giunta in pompa magna agli anni 10, anche la vitrea e granitica First Lady of R&B Beyoncé Knowles sta finalmente iniziando a togliersi parte della maschera dal volto, e mostrare il lato più vulnerabile della sua giunonica presenza. La vita non va sempre secondo i piani prestabiliti, ma il famoso detto suggerisce che quando arriva un secchio di limoni acerbi, la cosa migliore da fare sia spremerli in una succosa limonata.
L'avrete sicuramente già letto altrove, al momento non si parla d'altro che dei limoni di casa Carter; pare infatti che suo marito Jay Z non sia proprio uno stinco di santo, e che nel corso della loro ultra-decennale relazione non sia sempre stato fedele, un po' per attitudine sua e un po' per le tentazioni che si aggirano fameliche nel mondo discografico (secondo voi, come fece Rihanna a convincerlo a farsi dare "Umbrella"?). Sta di fatto che Beyoncé ha sempre mantenuto un sostenuto silenzio a riguardo, ma francamente il risultato non era convincente - i due sembravano più la coppia presidenziale di "House Of Cards" che non la versione musicale degli Obama. C'aveva visto giusto sua sorella Solange, insomma, quando aveva preso a manate il cognato in quell'ascensore.

Certamente il gossip può lasciare il tempo che trova, ma al momento tutto quanto sopra sta indubbiamente alimentando il clamore attorno a "Lemonade" e al suo film d'accompagnamento. Beyoncé è sicuramente una donna riservata che non ama far mostra di quella poca vita privata che le rimane, ma è anche una scaltra popstar che vive secondo la regola del "less is more", e che sa come nascondersi e allo stesso tempo concedersi alla curiosità del proprio pubblico. Invece di dare interviste strappalacrime o vendere in esclusiva le foto del proprio matrimonio, come fanno tante altre, rivela al mondo i dettagli circa la sua vita privata direttamente attraverso la forma-canzone, giocando l'effetto sorpresa e presentandosi ammantata da un'aura di autenticità come ogni soul-singer che si rispetti (Ciara prendi nota).
Del resto è indubbio che avere una narrativa "popolare" giova all'immagine, il tutto sta solo al modo in cui la si orchestra - la già di per sé iconica figura di Tina Turner assume ancor più significato se guardiamo ai racconti degli abusi subiti per mano di Ike e al modo in cui ne seppe uscire vincitrice. Da confessata adepta di Tina qual è, Beyoncé sta seguendo sulle orme, certamente con meno lividi sulle gambe e cocaina nelle narici, ma comunque con un'immagine cotta al punto giusto per potersi gustare una bella limonata a bordo piscina (mentre il marito ormai senza carriera annega tra i bilanci di Tidal).

I detrattori potranno anche dubitare che sia vero dramma, dal momento che "Lemonade" si presenta alle nostre orecchie a fattaccio compiuto, Jay Z è già stato assolto e lei dal vivo ai concerti gli sta dedicando la sua "Halo". Ma fa comunque piacere sentire la voce di una donna che - per quanto sempre saldamente in controllo - sta imparando a far trasparire con più naturalezza gli alti e i bassi del proprio umore, grazie a un ben riuscito misto tra rabbia rock, leggerezza country e speranza soul. Smussati gli acuti e gli eccessivi melismi del passato, la Beyoncé 2016 appare rilassata e più emotiva, a tratti quasi scherzosa e divertita. Le influenze electro-urban concottate principalmente con Boots sul disco precedente trovano qui un corrispettivo nelle terse atmosfere di "Love Draught" e "6 Inch" in compagnia di The Weeknd - quest'ultimo un sornione pezzo alla "50 Shades Of Grey" condito da un bellissimo finale.

Ma per il resto Queen B sfoggia un'infinita serie di sample, referenze e comparsate maschili che condiscono la sua limonata con pizzichi sia moderni che retrò, seguendo la tendenza onnivora che ha assunto la musica nera da anni a questa parte. Beyoncé non è duttile come la vecchia Janet Jackson, né estrosa quanto l'ultimo Kanye West o visionaria come DAWN; "Lemonade" è un disco di canzoni fatte e finite, che passano in rassegna i vari stili uno a uno piuttosto che mescolarli assieme. Ma la forte presenza vocale e di spirito dell'interprete fa sì che il tutto suoni più o meno organico, e che si possa quindi saltare con convinzione da una sfuriata di chitarre rock ("Don't Hurt Yourself" con Jack White e un sample dei Led Zeppelin) a una tenue ballata pianistica dai toni gospel ("Sandcastles", che su disco viene legata alla successiva mini-traccia "Forward" cantata da James Blake).
Curiosamente, il pezzo di lancio "Formation" adesso risulta come il più debole del lotto, nonché uno specchio per le allodole per chi credeva che "Lemonade" sarebbe stato un disco principalmente politico. A eclissarlo nel suo stesso campo ci pensa infatti l'incedere poderoso di "Freedom", con l'immancabile ospitata di Kendrick Lamar e un sample di rock progressivo anni 60 per mano dei Kaleidoscope. Tra le curiosità ben riuscite, la saltellante "Hold Up", cucinata tramite i contributi di Yeah Yeah Yeah's/Vampire Weekend/Diplo, e la torch song "All Night" con chitarre da bordo falò.

Per molti Beyoncé rimarrà comunque la Diva che si prende troppo sul serio, che conduce una vita miliardaria e che sostiene Hillary Clinton. Ma anche se "Lemonade" non attacca allo stomaco come aveva fatto l'ottimo "Beyoncé", il bilancio rimane positivo.
Dopo 15 anni fortunata di carriera solista (che si fanno oltre 20, se contiamo il sempre platinato periodo con le Destiny's Child) Mrs Carter sta finalmente iniziando a utilizzare il proprio status di icona per prendersi qualche libertà, esplorando il guazzabuglio dell'r&b contemporaneo per creare long playing di senso compiuto. Volendo, avrebbe potuto fare molto di più, ma se non altro la sua musica è ancora in movimento e, oggi come non mai, Beyoncé è finalmente una popstar che vale la pena di seguire. E se la sua attitudine talvolta altezzosa e un po' alienante divide il pubblico in due con la stessa veemenza riservata a Madonna, allora forse Queen B sta veramente iniziando a mettere le ali.

(29/04/2016)



  • Tracklist
  1. Pray You Catch Me
  2. Hold Up
  3. Don't Hurt Yourself feat. Jack White
  4. Sorry
  5. 6 Inch feat. The Weeknd
  6. Daddy Lessons
  7. Love Drought
  8. Sandcastles
  9. Forward feat. James Blake
  10. Freedom feat. Kendrick Lamar
  11. All Night
  12. Formation
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