Brigid Mae Power

Brigid Mae Power

2016 (Tompkins Square) | alt-folk

Da quanto tempo non riuscite a sognare a occhi aperti? Da quanti anni nessuno trafigge il vostro cuore con emozioni pure e immortali? Forse avete creduto per un attimo che fosse colpa del cinismo imperante o della forza dell'abitudine, ma ora che la verità si renderà manifesta, il vostro orologio emozionale si rimetterà in moto senza più soste o incertezze.

Irlanda, 2016. Dopo una serie di Ep e singoli, il talento di Brigid Mae Power si svela in un breve e intenso album dai toni eterei e allo stesso tempo viscerali. Lei è una moderna sirena che attrae i naviganti più avventurosi del web con un concentrato di poesia e misticismo gothic-folk che in un solo istante collega Tim Buckley, Sandy Denny e Karen Dalton ai This Mortal Coil e agli epigoni folk-siderali dei Current 93.
Peter Broderick è il complice perfetto, un produttore abile nel catturare l'essenza fragile e cristallina di una voce che sembra stia per frantumarsi prima di elevarsi a canto.

La voce di Brigid Mae Power si divide tra liturgia e minimalismo nel tentativo di cogliere purezza e verità, mentre percussioni, archi e piano disegnano una sinfonia immaginaria che tra ombre e chiaroscuri sottolinea con struggente bellezza un piccolo glossario fatto d'immagini poetiche, solitarie e ricche d'innocenza.
I quasi otto minuti del raga-folk di "It's Clearing Now" consegnano alla storia questo folgorante esordio (anche se va segnalata l'esistenza di un album live e di due Ep), una canzone indolente, lussuriosa, mistica ed epica, catalogabile in quel mondo di mezzo dove Tim Buckley, Mary Margaret O'Hara e Elisabeth Fraser sono ancora vivi e vegeti.
Con grande sensibilità e delicatezza Brigid Mae tiene salde le coordinate della poetica folk più arcaica e ancestrale, lasciandola scorrere a volte con semplicità ("Sometimes") o sottolineandone il fervore mistico con droni vocali e strumentali di rara e crepuscolare bellezza ("Let Me Hold You Through This").

Il fascino di questo album risiede anche nella trasfigurazione della semplicità in qualcosa di aulico e memorabile; è insomma la fragilità che diventa forza poetica, come nella suggestiva ballata per piano e voce "Lookin' At You in a Photo", che da potenziale hit single per una performance easy listening si trasforma in un angusto angolo melodico, dove sono stati abbandonati ricordi e passioni senza che nessuno possa recuperarli o custodirli.
Alla stessa maniera, le poche ed essenziali note di "I Left Myself For A While" evocano visioni che trascendono l'umana comprensione. Una parafrasi gotica che diventa ancor più intensa e suggestiva in "Let Me Hold You Through This", dove harmonium e controcanto maschile sfiorano la sacralità, violando i rituali pagani e la solennità delle religioni.

Peter Broderick e Brigid Mae Power mettono a segno una grande vittoria artistica e stilistica: attraverso l'espansione di una sola nota e della voce creano sontuose orchestrazioni in bilico tra sogno e delirio, incrociando fantasie felliniane e ritmiche tribali nella maliziosa "Watching The Horses", corteggiando l'esoterismo folk in "Is It My Low Or Yours" modulandolo con una sola nota di basso colata nelle viscere del suono più arcaico e mistico, per poi ritornare dalle parti della creazione pura con "How You Feel", una folk-song tra slow-motion e dissolvenza, che racconta in pochi minuti il sentire di chi anche solo per un attimo ha vissuto la felicità e la salvezza.
Disco dell'anno? Forse.

(11/08/2016)



  • Tracklist
  1. It's Clearing Now
  2. Sometimes
  3. Let Me Hold You Through This
  4. Is It My Low Or Yours
  5. Lookin' At You in a Photo
  6. I Left Myself For A While
  7. Watching The Horses
  8. How You Feel




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