Chris Cobilis with Kenneth Goldsmith + Spektral Quartet

This Is You

2016 (Room40) | contemporanea, spoken word

Siamo creature tremendamente semplici, in fondo: conosciamo perfettamente la sensazione di trovarsi davanti a uno schermo televisivo che trasmette video casalinghi di inciampi sportivi, figuracce ai matrimoni e buffi animaletti doppiati in romanesco o napoletano; siamo consci di assistere al livello più elementare – se non becero – della comicità involontaria, ma l'attrattiva è talmente diretta e immediata che ci è quasi impossibile distogliere lo sguardo (nel cinema delle origini, lo slapstick era un successo assicurato, cent'anni prima di YouTube).
Soltanto l'immaginario postmoderno avrebbe potuto partorire l'idea di un'opera ispirata a questi contenuti di basso profilo, arrivando al punto di poterli utilizzare come "spartito visivo" per un concerto da auditorium classico.

Come desse corpo a una visione futuribile di David Foster Wallace, il compositore autodidatta Chris Cobilis ha perciò somministrato le clip amatoriali (o le loro trasposizioni in file Midi) agli archi dello Spektral Quartet, col compito di reagire agli stimoli visivi con soluzioni sonore improvvise e spontanee, valide già dal primo tentativo.
L'esito, neanche a dirlo, è un pastiche estremamente dinamico e fantasioso di micromelodie e dissonanze prorompenti, in un limbo creativo dove le orchestrazioni onomatopeiche nei "Looney Tunes" di Carl Stalling si estendono ai soundings di Malcolm Goldstein e alla "musica concreta strumentale" di Lachenmann.

In fase di ascolto questi elementi sarebbero già sufficienti a creare quantomeno un eccitante contrasto tra seriosità e indole ludica. Ma il grilletto che innesca irreversibilmente il registro grottesco è la voce baritonale del poeta concettuale Kenneth Goldsmith, imperturbabile cantore dell'era internettiana: la delivery dei suoi versi affilati – mix di stralci colloquiali e aforismi dell'assurdo – fa pensare a uno speaker radiofonico radical-chic, o alle vecchie audiocassette per imparare i rudimenti della pronuncia inglese. Personaggio eccentrico, ben noto al pubblico highbrow di New York, è da tempo profeta del "uncreative writing", che alla coerenza del testo antepone un'esposizione oltremodo teatralizzata, volta a dare la massima importanza a una letteratura del frammento marginale e ignorata – di fatto, forse, inesistente.

It might be a "doggy dog world", but it's also a "dog teach dog" world

This is pretty much what i look like before make-up gets a hold of me.

Just because i'm tightrope walking at ground level, doesn't mean it isn't risky.

Help me Mick, I've taken my new guitar for a spin and I don't know how to stop.

I don't care if we don't play better venues, I just want better groupies, you rock fellas.

Never been a fan of the Sydney Swans, I'm a Magpies fan myself. No offense – None taken.

Hey master, remember that time you took me to the vet and I came back missing a few important body parts? Revenge.

The wilderness society won't be getting any of my pocket money this week.

A questo punto il quadro è completo, e ha i colori vivaci di una tavola di Joan Cornellá, o se preferite il wit provocatorio del nostro Maurizio Cattelan. Le pause enfatiche della recitazione accentuano lo straniante susseguirsi di aneddoti e trascrizioni fini a se stesse, accatastate disordinatamente come ritagli virtuali da 4chan.org, contrappuntati (quasi letteralmente) dall'interplay del quartetto che, nonostante la matrice aleatoria del progetto, dimostra una sorprendente unitarietà espressiva e doti di ascolto reciproco fuori dal comune.
La nettezza del suono, infine, non è soltanto dovuta all'approccio tranchant degli esecutori, ma anche alla cabina di regia occupata dal guru Steve Albini, coinvolto specificamente da Cobilis per la pubblicazione sulla Room40 di Lawrence English.

“This Is You” è il brillante esempio di come un esperimento di composizione inortodossa possa trasformarsi in divertissement senza perdere un grammo della propria valenza artistica. Un atto unico che costituisce anzitutto una sfida per gli esecutori, potenzialmente replicabile con infinite variazioni – premendo il tasto "play" su una Vhs mai visionata e sfogliando un giornaletto per teenager in calore.

(27/11/2016)

  • Tracklist
  1. This Is You
  2. Opening Sequence
  3. Fire Of Publicity
  4. The Sun As Narcissus: Big Boy Prism
  5. For Sean And Kevin
  6. Dust In The Gate
  7. Longest Last Light
  8. Closing Credits (Tonight’s Winner)
Chris Cobilis with Kenneth Goldsmith + Spektral Quartet on web


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