Circadia

Advances And Delays

2016 (Sofa Music) | impro-folk

Le apparenze sono fallaci, e se anche i tratti somatici possono rivelare la nostra razza, forse ciò che davvero ci identifica è la nostra lingua nativa, traccia indelebile di una provenienza geografica e di un retroterra culturale specifici. L'idioma, dunque, come proiezione incorporea dell'identità stessa, distintiva non soltanto del modo in cui diciamo le cose, ma spesso anche del pensiero ad esse sotteso. Se la scena sperimentale scandinava continua a destare interesse, è perché non ha mai smesso di parlare nei propri rispettivi linguaggi, tanto indecifrabili per chi non li pratica quanto, proprio per questo, affascinanti e curiosi, quasi ipnotici nella loro voluttuosa melodia.

Le voci dell'underground norvegese sono oggi rappresentate da Hubro e Sofa, due etichette che come emittenti radiofoniche trasmettono tutto ciò che di inedito e ricorrente si presenta in quell'area musical-geografica. Contestualmente, figure come quella del chitarrista Kim Myhr riescono ad accentrare formazioni e stimoli che costituiscono sensibili variazioni su un innovativo idioma acustico. Progetti in qualche modo ravvicinabili al free folk ma che non trovano giustizia nelle categorie tradizionali, formando ogni volta rigagnoli stilistici a sé stanti, a cavallo tra musica da camera, d'improvvisazione e drone.

Apparso lo scorso anno su entrambe le label - con il trio Mural e a fianco di Jenny Hval e la Trondheim Jazz Orchestra - Myhr riunisce con Circadia un quartetto inedito e d'eccezione, che vede come ospite d'eccezione l'australiano Tony Buck, insostituibile batteria dei Necks. Nel quartetto figura anche il bassista di origini canadesi Joe Williamson, trasferitosi in Europa già dai primi anni 90; al raddoppio della chitarra invece lo svedese David Stackenäs, membro perlopiù di alcuni duo dello scorso decennio assieme ad artisti connazionali.
La sessione libera è divisa su due tracce-suite che sembrano costituire due sguardi simili sulla stessa realtà. Il soggetto però, come in altri casi, è un'idea del tutto astratta di paesaggio: stimoli al di sotto della soglia di percezione portati in superficie e amplificati, addossati l'uno all'altro e mescolati come in una sinfonia di elementi naturali dal tono neutro.

Che si tratti di corde stoppate o sfregate, di ruvidi acuti del contrabbasso o di archettate sui bordi dei piatti d'ottone, il sound prende forma in maniera sempre luminosa e carezzevole. Una coralità in lento crescendo che solo il nitore della qualità cd può tentare di restituire nella sua peculiare ricchezza timbrica.
Le risonanze pervasive della batteria sono l'elemento che amalgama l'azione collettiva: ancora immerso nelle dense improvvisazioni di "Vertigo", Buck predilige l'uso delle spazzole al solo scopo di non turbare il tono avvolgente della sessione pur muovendosi agilmente e senza interruzioni, rimarcando così il cambio d'attitudine rispetto alle sessioni storiche del gruppo d'origine.

L'ideale sarebbe forse stato equilibrare le due metà, sia nella durata che nello sviluppo crescente e uniforme, laddove invece la seconda traccia si spegne quasi senza preavviso al quattordicesimo minuto, lasciandosi dietro un senso di compiutezza soltanto parziale - per quanto il fine ultimo di simili congreghe non sia certo quello, se mai ce ne fosse alcuno.

(26/07/2016)

  • Tracklist
  1. The animal enters and traverses the light
  2. The human volunteers were kept in isolation
Circadia on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.