Cymbals Eat Guitars

Pretty Years

2016 (Sinderlyn) | indie-rock, alt-pop

Due anni dopo i testi dolenti che contraddistinsero "LOSE" (dedicato alla scomparsa di un amico), con "Pretty Years" i Cymbals Eat Guitars si aggiudicano ufficialmente la licenza di band cangiante.
E non solo per merito dell'evoluzione artistica fin qui intercorsa: il quarto lavoro della formazione di Staten Island sublima in maniera ancor più forte la capacità di assemblare generi e citazioni.

Il tono generale dell'album è leggero e orecchiabile, come mai prima d'ora, anche perché l'insospettabile mood (alt-) pop fresco ed energetico (che vuole essere un aperto omaggio agli anni giovanili di ognuno di noi) viene fissato sin dalla doppietta iniziale "Finally" / "Have A Heart", e ribadito più avanti da episodi quali "Well".
Certo che con un brano pazzesco come "Wish", in grado di mettere in sequenza nel raggio di qualche decina di secondi fiati irresistibili, un'esagerata e irresistibile parodia del Boss, tappeti sonori mutuati dagli anni 80 e un ritornello da stadio perfettamente a norma, beh, così vinci sicuro.

Ma mica è finita qua: in "Close" i ragazzi incrociano gli Strokes con i Cure meno introspettivi (facile solo a parole, eh!), in "4th Of July, Philadelphia" portano in scena un apocrifo dei Wilco di mezzo, giusto con un pizzico di fuzz in più, e nell'intensa ballad da manuale "Mall Walking" nel finale citano "Come As You Are" (eh, sì, quando eravamo tutti un pochino più giovani...).
Più intrattenitori che in passato, i Cymbals si muovono con proprietà di mezzi e linguaggio da ballad malinconiche come "Dancing Days" e "Shrine" a una mazzata hardcore-punk del calibro di "Beam", mettendo al bando quasi completamente complessità e sperimentazione troppo cervellotica.

Traccia dopo traccia, Joseph D'Agostino dimostra di essere bravissimo nel riuscire a far assomigliare la propria creatura a qualcun altro, ma alla fine i Cymbals Eat Guitars tendono sempre più ad essere soprattutto se stessi.
Saper creare una copia di spunti già editi da altri, e rendere il tutto con grandissima personalità resta un piccolo miracolo, un piacevolissimo prodigio.

(06/09/2016)

  • Tracklist
  1. Finally
  2. Have A Heart
  3. Wish
  4. Close
  5. Dancing Days
  6. 4th Of July, Philadelphia (Sandy)
  7. Beam
  8. Mallwalking
  9. Well
  10. Shrine
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