Eric Clapton

I Still Do

2016 (Bushbranch/Surfdog) | blues, pop-rock

Pochi giorni prima dell'uscita del suo ultimo disco, Eric Clapton aveva annunciato che sarebbe stato un lavoro molto emozionante. Da un lato, perché è ancora forte il ricordo del grande amico e mentore JJ Cale, scomparso nel 2013 in seguito a un infarto; dall'altra, pesa ovviamente la malattia dello stesso Clapton, affetto da diversi anni da una dolorosa neuropatia periferica. A settant'anni, dopo una vita funestata da problemi di alcol e droga, senza dimenticare le note tragedie personali, "Slowhand" ha quindi deciso di ritirarsi dalle scene live, ma di dare il suo addio con un album scaramantico, con cui ricorda al mondo che lui "lo fa ancora". La voglia di non farsi dimenticare traspare anche nel serafico ritratto di copertina, afffidato per questo a Sir Peter Blake, autore del celeberrimo collage di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band".

Per essere onesti, Clapton non ha mai brillato per il suo songwriting o per le sue sperimentazioni. In "I Still Do" conferma ancora quelle che sono le linee-guida della sua carriera solista, riaffermandosi come un chitarrista eccelso, oltre che un cantautore decisamente incostante. Ma Clapton conosce bene i suoi difetti, e per il suo ventitreesimo album decide di richiamare a corte il veterano Glyn Johns per la produzione e, come al solito, si circonda di una folta combriccola di musicisti ospiti, tra cui Dave Bronze (basso), Henry Spinetti (batteria), Andy Fairweather Low (chitarra elettrica e acustica), Simon Climie, Walt Richmond e Chris Stainton (tastiere), Paul Carrack (organo Hammond), Ethan Johns (percussioni) e Dirk Powell (fisarmonica, mandolino). Per quanto concerne la sezione vocale, oltre a Michelle John e Sharon White, a destare scalpore è il nome di Angelo Mysterioso, che ha fatto subito pensare allo pseudonimo già usato da George Harrison ai tempi dei Cream ("Badge"). Ma l'ex-Beatles è morto nel 2001 e Clapton stesso, tramite un comunicato Facebook, ha smentito che potesse essere lui; si vocifera, piuttosto, che si tratti di Dhani Harrison, figlio di George, anche se non ci sono mai state conferme né smentite a riguardo.

È un disco d'addio, dunque, composto quasi interamente da cover che segnano un gradito ritorno alle origini per Clapton, la cui musica negli anni ha saputo estrapolare la lezione dei bluesmen americani e ibridarle ai nuovi linguaggi del pop-rock, ma anche ai colori del reggae. Si comincia con un classico di Leroy Carr, "Alabama Woman Blues", per proseguire con la rilettura di "Can't Let You Do It" di JJ Cale e "I Will Be There" dell'irlandese Paul Brady, eseguita in coppia con il fantomatico Angelo Mysterioso.
I due inediti, "Spiral" e "Catch The Blues", ormeggiati strategicamente alla metà del disco, passano in rassegna l'intera carriera di Clapton in un'atmosfera placida e misurata, con un approccio alquanto laid-back. La sua Fender, una volta oggetto di culto all'interno del blues britannico, si fa spesso quasi rarefatta, prima di dare il meglio di sé nelle prove di "Cypress Grove" (Skip James) e "Little Man, You've Had A Busy Day" (Mabel Wayne, Al Hoffman, Maurice Sigler).

Nella polverosa "Stones In My Passway" viene invece rievocato il fantasma di Robert Johnson, uno dei nomi più solenni e dannati del Delta Blues, ma la chitarra ritorna poi in secondo piano per "I Dreamed I Saw St. Augustine" (Bob Dylan) e per la tradizionale "I'll Be Alright". C'è, infine, ancora spazio per un sincero tributo a JJ Cale nelle chitarre rallentate di "Somebody's Knockin'", mentre chiude la popolare "I'll Be Seeing You", composta negli anni Trenta da Irving Kahal e Sammy Fain. È così che Clapton dà il suo addio definitivo alla musica, scrivendo (forse) la parola fine alla leggenda di un bluesbreaker che era perfino diventato Dio sui muri di Londra.

(16/08/2016)



  • Tracklist
  1. Alabama Woman Blues
  2. Can't Let You Do It
  3. I Will Be There
  4. Spiral
  5. Catch the Blues
  6. Cypress Grove
  7. Little Man, You've Had a Busy Day
  8. Stones in My Passway
  9. I Dreamed I Saw St. Augustine
  10. I'll Be Alright
  11. Somebody's Knockin'
  12. I'll Be Seeing You


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