Ex-Otago

Marassi

2016 (Garrincha / INRI / Metatron) | indie-pop

Gli Ex-Otago suonano insieme da quattordici anni, hanno cinque album all’attivo e nell’ultimo lavoro, “Marassi”, tentano un’impresa tanto grande quanto nobile: raccontare quella Genova post-moderna che Fabrizio de André non ha potuto vivere né cantare. Marassi è infatti il quartiere genovese del derby della Lanterna e del carcere, ma soprattutto è il luogo dove i membri della band da sempre vivono e compongono la loro musica, dove attingono il materiale per scrivere le loro storie di vita comune, anche attraverso i videoclip.

Tre i singoli estratti: “Cinghiali Incazzati”, omaggio al quartiere sopracitato e alla vita quotidiana delle persone che lo popolano, “I giovani d’oggi”, ironica riflessione sul divario generazionale tra giovani e anziani sviluppata su una base synth-pop che ricorda, a tratti, “Baby soldato” de I Cani, e “Quando sono con te”. Quest’ultimo è senza ombra di dubbio il pezzo meglio riuscito dell’album: una malinconica base anni 80 incontra un testo d’amore sognante e spensierato, nasce così una canzone leggera e ritmata che entra in testa già dal primo ascolto e ricorda a tratti le ballate pop di Jovanotti.

Ma oltre al solito indie-pop ci sono anche altre contaminazioni: le tastiere di “Stai tranquillo”, ad esempio, unite alla parte corale, riescono a creare un’atmosfera esotica e intima al tempo stesso, un viaggio in un mondo notturno e lontano, il cui tema principale è l’attesa. “La nostra pelle” è invece una piccola lezione di vita che parte da un’analisi introspettiva e riflessiva, per poi prendere una direzione narcisistica e a tratti ironica, cantata su una base synth-pop semplice e diretta.
In “Mare”, che già dal titolo richiama Luca Carboni, il gruppo si prende invece una pausa dai synth electro-pop per abbracciare ritmi più tradizionali, tutti chitarra, batteria e piano, con in sottofondo i rilassanti suoni del mare, fatti di onde e vento. “Ci vuole molto coraggio per studiare legge e fare l’operaio”, canta Maurizio Carucci in “Ci vuole molto coraggio”, riproponendo quell’amara ironia già utilizzata nel singolo “I giovani d’oggi”, che vuole essere prima di tutto una critica alla società contemporanea e che tocca tutti gli ambiti, compreso quello politico.

“Marassi” è un disco in cui si raccontano in primis stati d’animo, sensazioni ed emozioni, si rievocano momenti passati senza eccedere nella nostalgia ma sempre con una distaccata lucidità, e si celebrano attimi del presente catturandoli nella semplicità dei gesti che li costituiscono; le basi ricordano, spesso e volentieri, Thegiornalisti e I Cani, e sono in generale vicine alle sonorità in voga nella scena attuale italiana. A livello testuale gli Otaghi hanno impostato l’album in modo da spaziare dagli argomenti di attualità alle riflessioni più psicologiche; a livello musicale invece le melodie tendono a ripetersi e a non colpire più di tanto l’ascoltatore, e per questo il disco non spicca in originalità e freschezza, pur essendo nel complesso un buon lavoro.

(04/12/2016)

  • Tracklist
  1. I giovani d'oggi
  2. Cinghiali incazzati
  3. La nostra pelle
  4. Stai tranquillo
  5. Mare
  6. Quando sono con te
  7. Gli occhi della luna
  8. Sognavo di fare l'indiano
  9. Non molto lontano
  10. Ci vuole molto coraggio
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