Fabio Cuomo

La deriva del tutto

2016 (Taxi Driver Records) | kosmische musik, drone

Fabio Cuomo è il batterista di due gruppi italiani, Eremite e Mope, fautori di sonorità che vanno dal black-metal (i primi) all'alt-rock (i secondi). "La deriva del tutto", il suo esordio da solista, è una svolta decisa e radicale rispetto a quanto da lui proposto fino a ora. Cuomo dimostra di essere ben più di un semplice batterista di una band metal, palesando ambizioni da vero compositore di musica di ricerca contemporanea. Il suo lungo percorso è composto da due brani-fiume che attraversano - in una sorta di variegato collage - vari decenni di musica rock, intesa nel senso più ampio possibile, con rimandi all'ambient, alla psichedelia più dilatata, fino ad ambizioni cosmiche ricche di citazioni.

Cuomo si mostra a suo agio nelle ambientazioni space che hanno fatto la fortuna dei Tangerine Dream; i rimandi ai pionieri della kosmische musik sono continui e vanno dai tappeti di synth alle percussioni che ricordano il giovane Klaus Schulze di "Electronic Meditation", seppur in un contesto meno dedito a furiose improvvisazioni. Ma se nei trentacinque minuti dell'album possiamo sentire i Pink Floyd di "Wish You Were Here", il Brian Eno di "Music For Airports" o di "Music For Films", fino a citazioni dell'elettronica più recente - penso in particolare a Ben Frost o ai droni cupi dei Sunn O))) o degli Ulver - il progetto di Cuomo resta molto personale e dedito a un'intima visione dell'esistente.
Questo appare evidente fin dal titolo, perfetta esemplificazione di un presente privo di una direzione certa, alla deriva in una crisi e in un pessimismo che sembrano non avere né fine né sbocchi.

"La domanda" (diciotto minuti) inizia con una lenta chitarra ipnotica che disegna scenari post-rock sperduti in droni elettronici, per passare al piano e finire nei perfetti cori sovraregistrati di Fabio Palombi. Tutto evoca mondi, pennella paesaggi, descrive emozioni.
"Bene Gesserit" (diciasette minuti, il titolo deriva dal nome della sorellanza esoterica del romanzo Dune di Frank Herbert) è simile nella struttura ma persino più ambiziosa; dopo un inizio assolutamente schulziano, si passa a momenti incentrati sulle percussioni, a tastiere floydiane, sino a inattesi vocalizzi quasi canterburiani. Questa sovrabbondanza di elementi citati si disperdono in un vento elettronico che spazza via tutto e lascia spazio a morbide note di piano accompagnate da ossessive linee di basso. I minuti finali assumono connotati quasi cinematografici, aumentando la dose di potenza e solennità.

Nel complesso i collage di Cuomo convincono e fanno sperare in un'ottima carriera solista che dia la possibilità alle sue enormi potenzialità di manifestarsi.

(04/07/2016)



  • Tracklist
  1. La domanda
  2. Bene Gesserit




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