Gelbart

Preemptive Musical Offerings To Satisfy Our Future Masters

2016 (Gagarin) | electro

Lo sciolto talento alle tecniche miste analogico-digitali di Adi Gelbart prosegue, dopo le due parti della colonna sonora di “Vermin” (2013), con “Preemptive Musical Offerings To Satisfy Our Future Masters”. Gelbart è qui ammirevole per come usa i tempi brevi nell’impacchettare con grazia sia il dono melodico quanto le sue tipiche invenzioncine assortite, mantenendo costante per ambedue una finta sciatteria che in realtà nasconde studio e cura.

Le marcette demenziali si confermano la sua specialità: “He Who Speaks Through Pyramids”, per rumori di cassa di supermercato e sax, poi puerile jam bebop, e “Harpsichord Automata”, ancor più follemente clownesca nell’uso a mitraglia della rhythmbox, “The Big Sleep” per big band e beat putrefatto, tutto sommerso da una cacofonia di lavatrice.
Irresistibili sono anche lo swing-noir guidato dal clavicembalo di “The Source”, il remix idiota di danze equatoriali di “Tsuburaya”, che poi gioca a fare il “tema e variazioni” della musica classica, e l’ancor più stordente e rimbecillita “The March Of The Thinking Boxes” (uno dei suoi apici).

La passione per la musica barocca sembra essere una tendenza sempre più affocata per il compositore. Toccate, fughe e controfughe, legato e rivoli di tastiere innervano così il battito Suicide in “Spacetime Reverie”, con organetto da spiaggia, l’iconoclastia clavicembalistica degli Art Bears con riverberi allucinati di tabla in “Leaves For Gamera”, e quella più drammatica, “Birth Of Alpha” (all’inizio una toccata quasi accademica, poi scardinata da clangori e fanfare di Broadway).

Nuovo laboratorio Residents-iano d’industrial giocattolo e una nuova, ancor più piena e scintillante, parata d’elettronica space-age che - come nel passato del compositore d’origini israelite, ma qui con maggior carica d’intrattenimento semiserio - ecciterebbe Nino Rota e Stan Kenton, farebbe l’orgoglio di Esquivel e Conlon Nancarrow, divertirebbe Bach e Scarlatti. Preceduto dal più leggerino singolo “Echoville” (2015) incluso anche nell’album.

(30/01/2016)

  • Tracklist
  1. He Who Speaks Through Pyramids
  2. Tsuburaya
  3. The Big Sleep
  4. Leaves For Gamera
  5. Harpsichord Automata
  6. Dust
  7. Spacetime Reverie
  8. The Source
  9. Birth Of Alpha
  10. The March Of The Thinking Boxes
  11. The Message
  12. Echoville
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