Glass Animals

How To Be A Human Being

2016 (Caroline/Wolf Tone) | art-pop

Come spesso capita alle band che hanno buoni riscontri per il proprio album di debutto, il disco successivo è molto influenzato da ciò che succede in tour, visto che le richieste sono sempre tante e che, quindi, i musicisti passano moltissimo tempo on the road. I Glass Animals non sfuggono a questa regola e, stando alle loro dichiarazioni, soprattutto i testi derivano dalle registrazioni fatte di nascosto da parte del leader Dave Bayley a "sproloqui incredibili di tassisti, gente strana che abbiamo incontrato fuori dai live, persone alle feste. La gente dice la roba più strana quando pensa di non vederti mai più".

In realtà, all'ascolto, rimane la sensazione che anche la parte musicale sia l'espressione di una band molto più abituata di prima a suonare dal vivo. Ci sono, infatti, più compattezza e calore nel suono e una maggior concretezza, con meno voglia di sperimentare e una maggior attenzione, invece, a giungere dritti al punto. Il timbro vocale si adegua, proponendo meno svolazzi e facendosi coadiuvare da importanti seconde voci di diversi tipi, che hanno anche qui lo scopo di conferire morbidezza e calore. Anche dal punto di vista del songwriting si notano alcuni cambiamenti, con melodie meno immediate e più adatte alla descritta impostazione sonora.

A non mancare sono l'approccio arty e la fantasia, di modo che, così come per il primo album, ogni canzone abbia una precisa identità ma, allo stesso tempo, ci sia una coerenza d'insieme grazie alla presenza comune degli elementi sopra specificati. "Life Itself" è asciutta nella strofa e si colora nel ritornello soprattutto grazie alle seconde voci, con una ritmica particolarmente ricca; "Youth" è fresca e rilassante e sfrutta continui e brevi giri di tastiera e, anche qui, un colore vocale più vivo nel ritornello; "Season 2 Episode 3" è r&b con un suono da 8 bit; "Cane Shuga" si basa su un unico e ripetitivo riff di synth in questo caso, ma sotto di esso si nota un bel dinamismo vocale e ritmico; in "Take A Slice" le chitarre prendono per una volta un po' di visibilità in più.

"How To Be A Human Being" è un disco molto meno immediato del predecessore, proprio perché, come detto, è privo di molti dei suoi "effetti speciali", quindi il consiglio è di non fermarsi al primo ascolto. Se gli si daranno le giuste chance, si rivelerà un lavoro raffinato e coinvolgente. Piace poi il fatto che i Glass Animals abbiano scelto una strada non certo facile per evolversi rispetto al debutto e siano riusciti a fare centro pieno. Adesso c'è tanta voglia di ascoltare queste canzoni anche dal vivo: speriamo passino nuovamente da qui.

(21/09/2016)



  • Tracklist
  1. Life Itself
  2. Youth
  3. Season 2 Episode 3
  4. Pork Soda
  5. Mama's Gun
  6. Cane Shuga
  7. Premade Sandwiches
  8. The Other Side Of Paradise
  9. Take A Slice
  10. Poplar St
  11. Agnes
Glass Animals su OndaRock
Recensioni

GLASS ANIMALS

Zaba

(2014 - Wolf Tone / Caroline)
Un debutto che si inserisce nel filone art-pop britannico con personalità

Glass Animals on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.