Mats Gustafsson & Christof Kurzmann

Falling And 5 Other Failings

2016 (Trost) | elettronica sperimentale, avant-jazz

Sulle forme libere della musica contemporanea, lo sappiamo, diventa tanto più inutile discettare quanto invece necessario ascoltare. A riguardo si possono comunque fare considerazioni generiche sullo stato dell’arte, sulle pratiche condivise e sull’incidenza di ciascuna espressione in un ipotetico atlante di linguaggi sonori del presente.
È ciò che fa per sommi capi Ken Vandermark, nelle note di copertina a corredo del nuovo album collaborativo di Mats Gustafsson e Christof Kurzmann: protagonisti ben diversi nel terreno comune dell’avanguardia, che vanno a ricercare un punto d’incontro proprio a partire dall’accostamento spontaneo delle rispettive ricerche.

Le tracce di “Falling And 5 Other Failings” sono sedimenti di improvvisazioni registrate nello studio viennese di Martin Siewert: se in principio si trattava di sessioni creative su strumenti e tecniche già collaudate, esse sono a loro volta diventate pagine non scritte da affinare e reincidere, seguendone l’esile struttura emersa precedentemente.
La poesia cantata di Kurzmann poggia il basamento concettuale dell’opera nell’assonanza che hanno in lingua inglese i verbi “cadere” e “sbagliare”, interrogandoci sulla loro presunta affinità semantica. Le modificazioni in diretta della sua voce vengono controllate per mezzo del software di processamento “PPOOLL”, messo a punto e perfezionato da Klaus Filip e Arnold Haberl.

Falling
Why fighting your way out
When the falling has entered your mind [...]
When the falling has stopped it’s failing

Il vulcanico Gustafsson si dedica con la stessa sensibilità a plasmare microsuoni e linee acute (o prossime all'afonia) con diversi sax – dall’eleganza vintage dello slide a baritono e basso – oppure interviene con altre fonti di live electronics, mettendo complessivamente in luce un aspetto meno conosciuto ma parimenti costante nella sua ipertrofica sperimentazione.
Idioma e sentimento, significante e significato convergono in una fragilità e un disorientamento profondi, un senso di disagio intangibile che è causa ed effetto di un avanzare a tentoni, dentro a un buio che è anzitutto interiore.

Ogni gesto artistico di questo tipo è, in maniera del tutto particolare, un atto di resistenza al pensiero comune, alla soluzione meno impegnativa o scomoda, all'utopia della finitezza. In un'ottica prettamente ideologica, questi curiosi “fallimenti” musicali sono (ancora con Vandermark) “inni astratti per la sinistra mentre andiamo incontro all’avanzata della destra”: sentenza che oggi, a poche ore dalla vittoria schiacciante di Trump su Ms. Clinton, assume una valenza inedita e costituisce uno sprone a reinventare ogni cosa.

(11/11/2016)

  • Tracklist
  1. Failing I
  2. Falling
  3. Failing II
  4. Failing III
  5. Failing IV
  6. Failing V
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