Hermetic Brotherhood Of Lux-Or

Anacalypsis

2016 (Boring Machines) | free-psych, tribal, post-industrial

La luce di cui è foriera la scoperta (in greco antico “ανακάλυψης”) e l’oscuro mistero della Rivelazione biblica (“ἀποκάλυψις”) si unirono nella prima metà dell’Ottocento nel lemma “Aνακάλυψις”, coniato dal magistrato, storico e religioso inglese Godfrey Higgins che così titolò un saggio in due volumi, pubblicato postumo nel 1836. Nelle oltre 1400 pagine che compongono il trattato, l’autore tentò di individuare “una religione più antica e universale da cui tutti i credo e le dottrine successivi nacquero”.


Questo è anche l’obiettivo, tradotto in ambito musicale, che da quasi 10 anni perseguono gli Hermetic Brotherhood Of Lux-Or di Mirko Santoru, alla costante ricerca del suono primordiale partorito dall’isola perduta d’Occidente: la Sardegna. Il progetto, nato dal collettivo-etichetta “Trasponsonic” di Macomer, fonde avant-psichedelia e industrial saldandoli con le fiamme dell’occultismo e di una world-music esasperata. Dopo aver pubblicato “in casa” i primi sei lavori, tra i quali spiccano le due “Ethnographies”, la Fratellanza ermetica ha affidato “Anacalypsis”, gioiello di lamine e pietra, ad Andrea Ongarato e alla sua Boring Machines, che ne ha curato l’edizione in vinile con copertina serigrafata.


Tornati a primavera nella cava di Nasprias dopo le registrazioni di “Libido”, secondo capitolo a nome MS Miroslaw, Santoru e Laura Dem si sono cimentati in una lunga liturgia esoterica suddivisa in tre parti, a base di corde sfregate su teschi equini, pelli, fiati e sintetizzatori. All’interno di un cerchio magico tracciato con ossa animali, i due officianti rievocano in “Double Nature of Deity” gli spiriti di Ash Ra Tempel, Cranioclast e Royal Family and The Poor (in particolare quelli di “Moonfish Is Here”), traghettandoli in un viaggio mistico ai confini della mente umana.
Meritevoli almeno quanto i Pink Floyd di un “Live at Pompeii”, in "Metempsychosis and The Renewal of The Worlds" gli Hermetic Brotherhood Of Lux-Or ripercorrono secoli e secoli di Storia antica, scanditi da un crescendo di percussioni che va lentamente dissolvendosi in un fruscìo di vento e morte.


Con un’intro che farebbe impallidire gli invitati al “Masked Ball” musicato da Jocelyn Pook, infine, si apre la tranc(h)e conclusiva di “Anacalypsis”, “Phantasms of The Living”: 21 minuti di marziale, orrorifico delirio post-industriale, amplificato dalle urla strazianti di Laura Dem e dalle malsane graticole rumoristiche di Santoru, dai quali si esce fieramente devastati. 

(13/12/2016)



  • Tracklist
  1. Double Nature of Deity
  2. Metempsychosis and The Renewal of The Worlds
  3. Phantasms of The Living
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