Höstsonaten

Symphony N. 1: Cupid & Psyche

2016 (Ams) | progressive, rock sinfonico

Uno degli effetti paradossi dati dal dissolvimento dell’industria musicale, intesa anche come mezzo di diffusione artistica e culturale e non solo come mero e spesso discutibile veicolo di intrattenimento, è dato dal rompete le righe che ne è conseguito. Il non aver nulla da perdere (e anche poco da guadagnare, diciamolo) ha creato, nel tempo, l’humus ideale per la realizzazione di progetti nei quali il calcolo viene accantonato in favore del "chi ha qualcosa da dire, parli". Oppure suoni, come nel caso di "Cupid & Psyche", un lavoro in cui la pratica non può essere sbrigata con trucchi digitali o costruzioni imparaticce, ma attraverso una certa perizia musicale ben affiancata da una sacrosanta ambizione, che qui tiene banco in barba al "basso profilo" che spesso connota il mare magnum delle proposte cosiddette alternative.

Höstsonaten è uno dei progetti musicali di Fabio Zuffanti che è un musicista vivace, dal percorso artistico variegato ma sempre coerente, nonché responsabile coi Finisterre della seconda stagione prog tricolore degli anni 90. Ogni suo disco, ogni suo progetto, ha un backgorund che vale la pena di esplorare, e questo nuovo arrivato non fa eccezione.
Con a fianco in pianta stabile il tastierista Luca Scherani, che si occupa anche degli arrangiamenti orchestrali, con un ensemble di archi, legni e ottoni, e la bravissima Laura Marsano alla chitarra, Zuffanti si muove senza indugi all’interno della migliore tradizione del prog sinfonico, asciugando gli orpelli che negli anni 70 ne hanno connotato taluni episodi (non troverete i 7 minuti di assolo di batteria del "Concerto Grosso" dei New Trolls, per intenderci), dando vita a una trama avvincente, creativa e concreta, così concreta dal risultare accessibile anche per chi non è di stretta osservanza "progressiva".

Rimangono saldi i collegamenti con la musica classica (un amico bene addentro al genere, e davvero coinvolto nell’ascolto di questo album, mi citava fra i possibili riferimenti Bruckner, Hindemith e Franck, e dovrò credergli sulla parola, stante la mia scarsa dimestichezza con la materia), ma a farla da padrona resta comunque un rock dalla scrittura essenziale, finalizzato allo sviluppo di temi certo magniloquenti ma non pomposi, nei quali a tenere il pallino è una sezione ritmica solida e mai invasiva, che cuce in modo garbato le immancabili incursioni di moog ("Zephyr"), oppure che si eclissa dietro a pianoforte e oboe per accompagnare spaziosi soli chitarristici ("Love Scene"), o che dipinge scenari chiaroscurali rubandosi vicendevolmente la scena con flauti dal sapore crimsoniano ("Unmasking"). Ma possiamo trovare anche momenti di matrice jazz come "Sheep and Water", e persino divagazioni floydiane ("Underworld") senza che le une o le altre risultino come un corpo estraneo all’interno dell’opera.

Ispirato alla fiaba mitologica di Apuleio "Cupido e Psiche", la cui trama troverete sviluppata nelle note interne del cd dallo scrittore Pee Gee Daniel, il disco – interamente strumentale - è stato concepito anche come tema di un balletto, che verrà messo in scena a Genova il prossimo ottobre con la coreografia di Paola Grazzi, e non è che il primo tassello di un progetto più ampio di sinfonie in chiave rock che il duo Zuffanti-Scherani si propone di concepire in futuro. Noi nell’attesa ci godiamo la prima, ed è già un buon sentire.

(11/05/2016)



  • Tracklist
  1. The Sacrifice 
  2. Zephyr
  3. Love Scene
  4. Unmasking
  5. Venus (1st Trail)
  6. Entrapped (2nd Trail)
  7. Sheep and Water (3rd Trail)
  8. Underworld (4th Trail)
  9. The Awakening
  10. The Ascension


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