Iannis Xenakis

La Légende d'Eer

2016 (Karlrecords) | avanguardia elettroacustica

In materia di archivi musicali storici le necessità più immediate riguardano senz'altro la conservazione e la riedizione di molte incisioni sperimentali su nastro, siano esse d'importanza capitale o semplici "schegge", propaggini di una ricerca collettiva rimasta sepolta dalle sabbie del tempo (pensiamo all'encomiabile serie di ristampe INA-GRM sotto l'egida di Peter Rehberg via Editions Mego). Ma è altrettanto evidente che in casi particolari l'intervento debba rendersi molto più specifico e accurato: è il caso delle seminali opere elettroniche di Iannis Xenakis, maestro del secondo Novecento dedito alla creazione di un universo sonoro generato e governato dalle leggi della matematica e dalle forme complesse di un'architettura utopica.

Ad assumersi l'onere è stata questa volta la Karlrecords, il cui catalogo si fonda infatti su un'apertura verso la nuova musica che ha le proprie radici tanto negli studi di fonologia europei quanto nella scena industrial-noise degli anni 80. In prosieguo all'inaugurazione della serie PERIHEL - con le "Douze Inventions En Six Modes De Jeu" (1979) di Guy Reibel - viene proposto un radicale, necessario remaster su vinile 180 gr. della summa multimediale di Xenakis: "La Légende d'Eer" fu composto presso il centro WDR di Colonia nel biennio 1977-78 per celebrare l'apertura del Centre Pompidou a Parigi; originariamente la sinfonia elettroacustica per nastro a sette canali costituiva parte integrante dell'installazione per luci e suoni denominata "Diatope", esposta per tre mesi nel neonato edificio curvilineo.

Va detto che alla compianta Audivis-Montaigne spetta il primato di pubblicazione su cd nel 1995, mentre a Mode Records, dieci anni più tardi, quello di una fedele ricostruzione filmica - con gli unici documenti fotografici esistenti della performance originale - abbinata a un mastering a 24-bit con sistema Surround Sound 5.1. Ma l'apporto della nuova edizione Karlrecords non va certo sottostimato: il valore aggiunto sta nel recupero e nell'elaborazione a partire dalla versione a otto piste dell'opera, inizialmente presentata da Xenakis al corso estivo per la nuova musica di Darmstadt, nell'agosto del 1978; ferma restante l'impossibilità di recuperare la spazializzazione automatica dell'installazione, il missaggio stereo di Martin Wurmnest mira a riprodurre l'effetto disorientante delle fonti audio proiettate in un movimento continuo e allucinatorio; da ultimo il mastering di Rashad Becker assicura una pulizia ottimale del suono per la stampa in Lp.

A dispetto del titolo, "La Légende d'Eer" non si ispira soltanto al mito raccontato da Platone ne La Repubblica, a dimostrazione della coesistenza di libero arbitrio, caso e necessità nel vissuto umano; il poema elettroacustico di Xenakis fa ugualmente riferimento ad altri importanti pensatori quali Pascal, Ermete Trismegisto e 'Jean Paul' Richter, ma anche all'articolo scentifico di un professore di Harvard suo contemporaneo, Robert P. Kirshner, sul tema delle supernove.
Questi testi, originariamente forniti nel programma di sala, possono guidarci al meglio entro un'interpretazione filosofica dell'opera: ma lo stesso Xenakis, animato da uno spirito autenticamente post-moderno, già a suo tempo prediligeva un approccio esperienziale alle sue creazioni, lasciando che agissero come un richiamo ancestrale, una congerie di forze della natura che affiorano gradualmente innescando reazioni e interazioni sonore a catena.

Da parte mia, ho voluto interagire con gli abissi che ci circondano e tra i quali viviamo. I più temibili sono quelli del nostro destino, della vita o della morte, universi visibili e invisibili.

Partendo da scie secanti di ultrasuoni va alimentandosi un brulicare di tintinnii invasivi, che dal secondo movimento in poi si traducono di volta in volta nel rimbombo di gong rugginosi e in un volo d'insetti mastodontici. Al vorticoso crescendo di questa sinfonia - che d'istinto assoceremmo a visioni dal futuro, se il riferimento non fosse intrinsecamente atemporale - contribuiscono tanto le manipolazioni su nastro magnetico quanto i furiosi assembramenti di archi (suonati alla maniera allucinata di Penderecki e, assai dopo, dei contestuali zeitkratzer) e sinistre percussioni come gli m'bira amazzonici e lo tsuzumi giapponese.
Così, a differenza della prospettiva micro-biologica adottata più oltre da Parmegiani ne "La Création du Monde", nel multistrato "caoide" di Xenakis si disegna una cosmogonia espressionista che sovverte la presunta armonia delle sfere, scoprendo il velo su una realtà che prende vita da sistemi oscuri all'intelletto umano, soverchianti e incontrollabili.

Sarebbe da ipocriti sostenere che l'opera non abbia avvertito il peso degli anni, ma come la visionaria suite gemella "Persepolis" - di prossima riedizione sempre con Karlrecords - anch'essa conserva intatto l'orrore distopico che l'ha generata. È evidente che la sentenza dei posteri continuerà a basarsi soltanto sulla dimensione acustica di un progetto originariamente imponente, in seguito disassemblato e sottratto al suo preciso contesto spazio-temporale.
Ciò detto, la seconda vita de "La Légende d'Eer" permette all'ascoltatore di concentrare tutta l'attenzione sulla potenza immaginifica delle sorgenti acustiche, da interpretarsi liberamente sebbene riconducibili con facilità a elementi del reale. E nell'ottica di avvicinare sempre più la completezza di documentazione su un compositore così determinante per i linguaggi della nostra epoca, la qui presente edizione costituisce un ulteriore tassello che anche l'ultima generazione di cultori di avanguardia elettronica può finalmente aggiungere al proprio gotha discografico.

(29/06/2016)

  • Tracklist
  1. La Légende d'Eer #1
  2. La Légende d'Eer #2
  3. La Légende d'Eer #3
  4. La Légende d'Eer #4
  5. La Légende d'Eer #5
  6. La Légende d'Eer #6
  7. La Légende d'Eer #7
  8. La Légende d'Eer #8
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