Immune

Breathless

2016 (Dream Catalogue) | ambient, dub-techno

La figura di Immune, misterioso producer londinese, si sovrappone facilmente con quella di Burial. Le analogie si sprecano con l'artista di casa Hyperbud, ben noto alle nostre orecchie. Il lavoro sophomore "Breathless" succede a "Night Visions", pubblicato nel 2014 sempre per la Dream Catalogue; composto dall'artista col solo ausilio di un laptop e un paio di cuffie durante le sessioni ispirative in parchi, bar e coffee shop di Londra, "Breathless" ha preso progressivamente forma.

Già qui la prima importante coincidenza con l'artista del sud londinese che, come ben sappiamo, non ha usato altro che un semplice laptop per sconvolgere totalmente il panorama musicale del primo decennio del nuovo millennio, anche se, probabilmente, William non si è mai mosso dalla sua cameretta per comporre i suoi lavori.  
L'intento, tuttavia, è ben diverso: mentre l'uno vuole dipingerci una Londra notturna, industriale, goduta durante una passeggiata solitaria dopo un rave, il secondo evade completamente dalla realtà della metropoli per trasportare l'ascoltare in un sogno che esula la concretezza; ma non è un sogno tranquillo, è un sogno tormentato, ossessivo.

Un lavoro molto complicato da approcciare, questo "Breathless": introspettivo, intimo, elusivo (già dalla scelta della cover lo si intuisce). Lo scopo è quello di ottundere i sensi del soggetto che se ne prende in carico l'ascolto al punto, quasi, di narcotizzarlo (attitudine già chiara del genere vaporwave); è il disco riflessivo che ci si concede quando si è dell'idea di avere un confronto diretto con la propria psiche.
È bene specificare che "Breathless" non va considerato come un disco di singoli brani, ma come una lunga suite nella quale ogni traccia si concatena con la successiva creando una trama uniforme per tutta la durata dell'ascolto.

Abbiamo, così, il duetto tra "Crestfallen", "Las Vegas", facilmente assimilabili tra di loro, di chiara espressione dark-ambient di straziante claustrofobia. Segue probabilmente il pezzo più ispirato e più Burial-like, "New Years Eve": tre minuti di incidenza elettronica intervallata da sferzate ambient e campionamenti di eteree voci femminili che ci spediscono direttamente sulla Luna.
"Wandering Endlessly" e "Hanging Moon", invece, richiamano fortemente i lavori dub-techno di Deepchord. "False Concourse" mostra un'attitudine vagamente industrial, tipica di casa Hospital Productions. Chiude il cerchio "Digital Rivers" e mai titolo fu più appropriato per individuare un fluire placido di cassa sospesa e ambient alienante.

Un ascolto complesso, il secondo lavoro di Immune; un anno e più di composizione e ricerca meticolosa lo rendono alla portata di pochi candidati. Tuttavia, se avete voglia di farvi un viaggio nel mondo dei sogni, poche scelte potrebbero essere così azzeccate.

(25/02/2016)

  • Tracklist

1. Artists Of The Floating World
2. Murmur Of A Heart (ft. HKE)
3. Digital Rivers
4. Crestfallen
5. Las Vegas
6. You Took My Hand
7. False Concourse
8. Again And Again
9. New Years Eve
10. Arcade Fantasy
11. Wandering Endlessly
12. Breathless
13. Girls Night
14. Hanging Moon

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