John Moreland

High On Tulsa Heat

2016 (Old Omens) | country-rock

Sei album in 8 anni e un profilo artistico intatto: queste le credenziali del musicista trentunenne dell’Oklahoma John Moreland, che con “High On Tulsa Heat” gioca la carta della fama internazionale.
Appena tredicenne, John inizia la sua carriera di musicista con alcune band hardcore-punk. La svolta artistica arriva quando, grazie alla collezione di dischi del padre, scopre la musica di Neil Young, Townes Van Zandt, Steve Earle e Guy Clark. E così nel 2005 mette su la sua prima formazione: la Black Gold Band.

L’esordio discografico arriva solo tre anni dopo con “Endless Oklahoma Sky”, un album che diventa subito oggetto di culto e una rarità per collezionisti.
Grazie al continuo passaparola di pubblico e critica, il nome di John Moreland varca i confini americani e il suo ultimo album “High On Tulsa Heat”, pubblicato nel 2015, giunge finalmente sul mercato europeo.
Moreland non è un cantautore in senso stretto. Il suo profilo stilistico è più vicino a quello di un rocker, la sua voce polverosa si destreggia abilmente tra ballate acustiche e grintosi brani roots-rock.

Il musicista resta ancorato alla tradizione di Bob Dylan e Bruce Springsteen senza emularne le gesta, i testi sono ricchi di intime confessioni e oneste riflessioni sulla quotidiana ricerca della felicità, la musica alterna delicate ballate a base di fingerpicking a energici country-rock.
“High On Tulsa Heat” non rivoluziona la storia della musica americana, ma almeno si contraddistingue per la presenza di una buona manciata di brani rimarchevoli e per una lodevole onestà creativa.

Le ballate sono ricche di nostalgia e rabbia in eguale misura (“Hang Me In The Tulsa County Stars” e “Cleveland County Blues”), a volte capaci di condensare eccellenti intuizioni melodiche in poche note (l’ottima “Cherokee”).
John Moreland tiene comunque sotto controllo anche le pagine più grintose, iniettandole di folk e blues (“Losing Sleep Tonight”, “Sad Baptist Rain”) e preservandone il tono schietto e naturale. Ed è proprio la rinuncia a soluzioni sonore più appariscenti il motivo del fascino della sua musica: una qualità che lo candida come uno dei più interessanti outsider del country-rock.

(14/03/2016)



  • Tracklist
  1. Hang Me In The Tulsa County Stars
  2. Heart's Too Heavy
  3. Cleveland County Blues
  4. White Flag
  5. Sad Baptist Rain
  6. Cherokee
  7. Losing Sleep Tonight
  8. American Flags In Black & White
  9. You Don't Care for Me Enough To Cry
  10. High On Tulsa Heat


John Moreland su OndaRock
Recensioni

JOHN MORELAND

Big Bad Luv

(2017 - 4ad)
Il rocker americano approda alla 4AD realizzando il suo album più estroverso e immediato

John Moreland on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.