Lady Gaga

Joanne

2016 (Interscope) | pop-rock, country-pop

Lo abbiamo capito tutti ormai: Lady Gaga è talentuosa, ha una gran voce, sa suonare, sa fare spettacolo come poche altre e ha una cultura musicale superiore a quella delle coetanee colleghe. E il suo ultimo disco in coppia con Tony Bennett, “Cheek To Cheek”, seppur vetusto nell’approccio, aveva sicuramente ribadito il concetto.
Ormai, però, la sua stella brilla già un po’ meno rispetto a poco tempo fa. Forse perché, a otto anni dal suo esordio, comincia a sentirsi la mancanza di un sostanzioso repertorio all’altezza di queste sue capacità, di canzoni che rimangano nell’immaginario popolare e che vadano oltre i balbettanti ma trascinanti riempipista degli esordi con cui i media continuano prevalentemente a identificarla.

Troppo poco insomma per incoronarla popstar definitiva come pubblico e (addirittura) critica l’avevano immediatamente salutata. E ascoltando la sua nuova fatica, “Joanne”, si ha quasi l’impressione che sia la stessa Lady Gaga a sentire il peso di tali aspettative e a rifuggirle, realizzando un progetto che mantiene un profilo decisamente più basso rispetto a quanto ci aveva abituato, rinnegando certe tamarrate elettroniche e rinunciando persino a quei look estremi che erano diventati il suo marchio di fabbrica.
La scelta è condivisibile, perché quando si sforza di ritrovare l’appeal radiofonico di un tempo, la foga con cui si cimenta si traduce in ansia da prestazione. Quella che la porta inutilmente a far di tutto (ovvero urlare) pur di sollevare il piatto ritornello di “Perfect Illusion”, arrivando addirittura a distrarre l’ascoltatore dall’unica cosa discreta del pezzo, l’arrangiamento di Mark Ronson e Kevin Parker (ancora incapaci di realizzare qualcosa di veramente brutto). Peggio ancora quando affronta con interpretazione melodrammatica un motivetto tropical scritto inspiegabilmente assieme a Beck, “Dancin’ In Circles” (una delle poche concessioni alle sonorità più attuali), affossandolo irrimediabilmente.

Quando i singoloni scarseggiano, meglio cercare allora di concepire un buon lavoro nel suo complesso. Concentrarsi su un pop-rock più convenzionale, vintage e a tinte country deve esserle sembrata quindi l’idea più sicura per indossare con credibilità i panni della cantautrice più matura e intimista (“Sinner’s Prayer”, seppur non originalissima, l’è venuta piuttosto bene) e far breccia, contemporaneamente, presso il pubblico americano ormai perso dietro più conservatrici regine.
Se la trasformazione riesce particolarmente a livello di concept, i risultati appaiono purtroppo altalenanti. Gaga sembra trovarsi a suo agio nelle ballate acustiche (tra la rassicurante “Million Reasons” e la fin troppo ingessata “Angel Down”, brilla soprattutto una title track che non dispiacerebbe alla Del Rey), ma certe s-porcate stomp-blues, quali “A-YO”, “John Wayne” e la quasi natalizia “Come To Mama”, si confermano invece il suo tallone d’Achille.
In un simile contesto spiccano facilmente lo sbracato omaggio a Springsteen, una “Diamond Heart” dal ritornello (finalmente!) glorioso, e quello all'amico Elton John, in cui lei e Florence Welch tengono a freno i loro squillanti vocioni per dedicarsi a una felpata ed elegante rivisitazione di “Bennie And The Jets”.

A differenza dello sconclusionato “Artpop”, “Joanne” è un album coeso, conciso e gradevolmente confezionato da Ronson, ma non suona meno vetusto del precedente disco di standard jazz e difficilmente dissiperà i dubbi sulle capacità di Lady Gaga di realizzare nuovi classici pop.
Grazie a social, cinema e cerimonie, il culto del suo personaggio continuerà sicuramente a lungo. Se però non dovesse giocarsi meglio le sue carte (ovvero le canzoni), tutti i nati dopo gli anni 80 che si chiedono come sia possibile che Cyndi Lauper (musicista talentuosa, gran voce e con una cultura musicale superiore a quella delle colleghe) venga ancora oggi ricordata solo per i pezzi del suo debutto o poco più potrebbero guardare la parabola della Germanotta per darsi delle risposte.

(21/10/2016)



  • Tracklist
  1. Diamond Heart
  2. A-YO
  3. Joanne
  4. John Wayne
  5. Dancin’ In Circles
  6. Perfect Illusion
  7. Million Reasons
  8. Sinner’s Prayer
  9. Come To Mama
  10. Hey Girl (featuring Florence Welch)
  11. Angel Down
  12. Grigio Girls*
  13. Just Another Day*
  14. Angel Down (work tape)*
    
    *Deluxe Edition


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