Lubomyr Melnyk

Illirion

2016 (Sony Classical) | modern classical

C'è voluto del bello e del buono perché il mondo si accorgesse dell'arte di Lubomyr Melnyk. C'è voluto, nello specifico, l'interessamento di un'etichetta indipendente affermata come Erased Tapes per rendere appetibile al grande pubblico un portento che si era già manifestato sottotraccia lungo il corso di quarant'anni.
Una storia negletta persino in piena epoca minimalista, a causa delle coordinate geografiche sfavorevoli: la fervente New York da una parte, dall'altra l'Ucraina dove un eremitico pianista ha coltivato senza sosta - in semi-povertà, nientemeno - una tecnica unica al mondo, sinora senza alcun erede.

Alla luce di oggi, una tale vicenda avrebbe il diritto di gridare vendetta, se non riguardasse una personalità così umile e distante dalle logiche del mondo moderno. Con la pacatezza che si addice al suo aspetto da santone mistico, Melnyk reagisce con un sorriso e mette davanti a tutto la sua inimitabile espressione artistica, giunta a una maturità che difficilmente potrebbe a sua volta superarsi.
Non è dunque da biasimare l'improvviso ritorno alla prolificità del singolare pianista, il quale ha finalmente la possibilità di girare il mondo e far conoscere la propria filosofia/religione - in netto contrasto con tutto il pensiero scientifico da Darwin in poi - ma soprattutto lo strabiliante incantamento della continuous music, tessitura melodica che origina e conduce all'estasi sensoriale.

L'attuale approdo nel catalogo Sony Classical, più che una rampa di lancio commerciale, dal suo punto di vista potrebbe rappresentare l'intempestivo riconoscimento di un'industria discografica miope, rea di non avere intravisto le potenzialità di un suono universale, che oggi riempie le sale da concerto con un pubblico più che mai variegato.
Lo si deve senza dubbio all'immensa generosità di questa musica che, una volta compiuta l'unione simbiotica con le danze del vento ("Windmills") e con l'inarrestabile fluire dei corsi d'acqua ("Rivers And Streams"), torna ora sulla via della pura astrazione; si direbbe quasi mosso da un intento meta-musicale, se a guidare Melnyk non fosse invece il semplice istinto, oltre a una sensibilità armonica e a un'attenzione per le risonanze del pianoforte che non hanno eguali nello scenario modern classical.

Riassume bene questo approccio spirituale, a-descrittivo, il titolo della prima suite: "Beyond Romance", oltre gli abusati sentimentalismi e i turbinosi moti del cuore, perseguire una trascendenza che ci porti a guardare la realtà con sereno distacco, accogliendola come parte integrante del nostro essere. Ritorna insistente anche la suggestione della nuvola, tessuto naturale visibile agli occhi ma sempre cangiante e inafferrabile, variazione in dissolvenza della volta celeste; parziale concessione a una più tradizionale tavolozza minimalista, attingendo direttamente agli accordi oscillanti di Philip Glass evoluti per mezzo di una coloritura sempre ricchissima.
Tra queste lunghe meditazioni - null'altro che ulteriori saggi di uno stile giunto al suo probabile apice formale - si manifesta a sorpresa un immaginifico tentativo di sintesi nel tempo di una canzone pop: "Sunset" è un colpo d'occhio senza precedenti, la subitanea visione di una luce maestosa e soverchiante, immortalata al suo culmine e ben presto sottratta ai nostri sensi.

L'assoluta trasparenza di "Illirion" non deve però indurre a scambiarla per easy listening, conciliante sottofondo ai nostri momenti d'ozio passeggeri. L'arte di un tale maestro esige un'azione immersiva, dunque un ascolto attivo, per agire come deve in direzione sublimante, pena l'immediato diradarsi dell'incanto melodico che assume le sembianze di un bordone inconsistente, persino ostile alle nostre orecchie disattente.
Specialmente adesso, infine, bisogna evitare di lasciarsi ingannare dall'apparente invariabilità della proposta di Melnyk: non la copia carbone di una scoperta già esperita e sorpassata, ma il commovente rinnovarsi di un piccolo miracolo musicale del quale dovremmo fare tesoro, riconoscendo il privilegio di assistervi anche dal vivo, per quanto tardivamente.

(08/06/2016)

  • Tracklist
  1. Beyond Romance
  2. Solitude No. 1 - Live
  3. Sunset
  4. Cloud No. 81
  5. Illirion
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