Lumen Lab

They Are Killing Us

2016 (Aagoo Records) | experimental electronics

Da oltre tre lustri il messicano Diego Martinez sta stravolgendo i canoni dell’elettronica con lo pseudonimo Lumen Lab, con il quale ha già pubblicato diversi lavori molto interessanti, tra cui l’eccezionale “Incognita” del 2013 scritto a sei mani col fratello Israel Martinez, guru misconosciuto dell’electroacustic, e col giapponese Kazuyuki Kishino alias KK Null, tra gli esponenti più interessanti e prolifici del noise e dell’experimental dark-ambient del Sol levante.
Quello che mancava a Diego Martinez era un lavoro di proprio pugno che ne sancisse non solo le qualità già mostrate ma anche uno stile peculiare, distante dalle personalità più note del genere ma anche dalle tendenze più danzereccie della sub-cultura nazionale. Con “They Are Killing Us”, tutte queste caratteristiche già accennate nel corso degli anni prendono forma e forza, e l’uso di drum machine, synth, distorsioni e rumorismi vari si va a legare a dinamiche solitamente ben lontane da questo tipo di elettronica. Quello che ne viene fuori è uno straordinario disco che supera gli scenari industrial, miscelandosi al glitch puro ma anche all’intelligent dance music, al punk, al rap, così come alla tradizione del suo Centro America.

A pubblicare questo assoluto gioiello è ancora l’eclettica Aagoo Records, sempre aperta alle estreme sperimentazioni, che punta su questo artista nella speranza di superare le barriere geografiche, anche se, a dire il vero, le sue performance live mozzafiato hanno già toccato i porti di Spagna e Regno Unito. È proprio nel periodo più florido della sua carriera live (nel 2013) che inizia la composizione delle dieci tracce che formano “They Are Killing Us”, album che, oltre a puntare forte su un sound disturbante e potente, vuole concentrare anche l’attenzione sulle questioni sociali che devastano il Messico e che stanno portando alla disperazione i ceti più poveri e deboli.

La grandezza di questo nuovo lavoro targato Lumen Lab, dunque, è da ricercarsi sia nella sue componente estetica, compositiva, sia nel suo approccio di protesta sociale (cosa tutt’altro che frequente nel mondo dell’elettronica) ma anche e soprattutto nella sua capacità di innovare un genere che spesso sprofonda nell’eccessiva reiterazione e nell’autocompiacimento fine a se stesso. Se, erroneamente, sempre più si cerca di rinfrescare il rock introducendo elementi elettronici, Martinez ha la brillante idea di fare esattamente il contrario, infarcendo la sua elettronica fuori da ogni schema, sperimentale e avanguardistica (“Sin Medios”), con ritmiche e basi proprie del mondo avant-hip-hop (“Granola”), con l’introduzione di vocalità che, prese singolarmente, con sezione ritmica minimale e ripulite dai tanti rumori di sottofondo, sarebbero perfette in dancefloor (“No Education”).

A tutto questo aggiungono elementi dark-ambient ai quali ci aveva già abituato (“Paraiso”) e soffocanti e ansiogene miscele di glitch e suoni cosmici inquietanti (“Wake Up”, “Force”) con, sullo sfondo, destrutturate sezioni ritmiche avant-rock marziali e dall’incedere veloce in stile Matmos, ma con l’aggiunta di apparentemente assurdi e demoniaci vocalizzi growl, solitamente prerogativa del metal, ma che sfociano talvolta in incredibili chiuse in cui addirittura sembrano abbracciarsi drum’n bass e grindcore (“Sin Gobierno”, “Radical”).
In “Compa”, traccia numero sei, ferme restando le caratteristiche del suono Lumen Lab attuale, si notano le più decise contaminazioni, o meglio, derivazioni, dalle sue terre d’origine, intese sia sotto l’aspetto più folkloristico, che in merito alla scena alternativa elettronica, e lo stesso avviene in “Balas Como Autos”, anche se qui è l’aspetto drum’n'bass a essere più aggressivo.

L’elettronica sperimentale si arricchisce di un nuovo nome con tanto da dire e di un grandissimo album che, ovviamente, non troverà il favore delle grandi platee o delle grandi piste più propense al ballo che all’ascolto, ma saprà fare una figura da fuoriclasse in erba di fianco ai nomi ormai affermati e agli album entrati nella leggenda.

(12/03/2016)

  • Tracklist
  1. Granola
  2. No Education
  3. Sin Gobierno
  4. Radical
  5. Wake Up
  6. Compa
  7. Force
  8. Balas Como Autos
  9. Sin Medios
  10. Paraiso
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