M83

Junk

2016 (Mute) | disco-pop

La validità artistica del progetto M83 di Anthony Gonzalez si deve, ed è un fatto certo, al suo talento di produttore elettronico, di ricercatore electro-digitale. Negli anni la cosa ha preso una piega di ascesa internazionale quasi imprevista, già all'indomani del suo apice, "Dead Cities" (2003), e culminando con il doppio "Hurry Up, We're Dreaming" (2011). Quindi sono arrivate colonne sonore, specie "Oblivion" (2013), e la quasi ovvia partecipazione al disco autocelebrativo e corale di uno dei padrini artistici, Jean-Michel Jarre e il suo "Electronica 1" (2015). Anche il varo solista del fuoriuscito Nicolas Fromageau a nome Team Ghost ("Rituals", 2013) ha di certo contribuito alla trasformazione.

Questo processo precipita con piena sfacciataggine commerciale in "Junk". Non stupiscono così soul artificiali ("Walkaway Blues"), rozzi techno ("Do It, Try It"), soft-dance ("Bibi The Dog", "Laser Gun") e hit che farebbero invidia agli Wham ("Road Blaster").
Quasi assurdo, invece, è che a spiccare sia un lento, una "For The Kids" cantata da Susanne Sundfør (recupero della collaborazione per "Oblivion"), un trionfo di kitsch che non riguarda minimamente non solo l'album ma nemmeno la sua carriera, e per questo toccante. La "magia" peraltro non si ripete in "Solitude", sei interminabili minuti di singolo che annaspano in archi - di nuovo - hollywoodiani, e men che meno nel languore di "Sunday Night 1987".

"Junk" = "spazzatura". Non è chiaro se il titolo di questa strana specie di agglomerato musicale, che dura persino un'ora (forse la cosa più sconvolgente di tutte), sia ironico o meno. Ammettiamo, dalla sua, l'impegno nel concertare un materiale eterogeneo, nel dirigere con naturalezza gli ospiti - Mai Lan nella meno peggio, "Go!", Beck in una delle peggiori, "Time Wind" - e nel dar brio alla confezione. Ci si arrende poi alla realtà dei fatti, a un album piacione, abborracciato, antiquato (rimandi agli Air più svenevoli quando va bene). Ridondante, persino. Gli strumentali di due minuti e i terribili filtri elettronici sono beffe che si aggiungono al danno.

(13/04/2016)

  • Tracklist
  1. Do It Try It
  2. Go!
  3. Walkaway Blues
  4. Bibi The Dog
  5. Moon Crystal
  6. For The Kids
  7. Solitude
  8. The Wizard
  9. Laser Gun
  10. Road Blaster
  11. Tension
  12. Atlantique Sud
  13. Time Wind
  14. Ludivine
  15. Sunday Night 1987
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