Masabumi Kikuchi

Black Orpheus

2016 (Ecm) | jazz

Masabumi Kikuchi (deceduto nel luglio dello scorso anno) è stato uno dei maggiori pianisti jazz nipponici, sebbene si sia iniziato a parlare di lui a livello internazionale solo dopo la pubblicazione del suo primo album per la Ecm, "Sunrise" (2012), inciso in trio con una vecchia gloria come Paul Motian insieme al giovane e già molto promettente Tommy Morgan.

"Black Orpheus" è un album postumo, registrato dal vivo nell'ottobre 2012 al Tokyo Bunka Kaikan Recital Hall. Si tratta quindi di un recital per solo pianoforte che mette a nudo tutta la sensibilità artistica del suo autore. Nonostante sia per certi versi strutturato come un altro recente album live di solo piano, "Creation" (Ecm, 2015) di Keith Jarrett, lo stile è semmai rapportabile a quello del migliore Chick Corea solista (si pensi ai suoi album "Children Songs" o ai due volumi di "Piano Improvisations").

L'album è fondamentalmente poco melodico, con fraseggi spesso solo accennati. Lo stile pianistico privilegia i sovratoni strutturali e, quindi, ci si ritrova ad ascoltare un disco piuttosto complesso nella forma, che sovente indulgia nella dodecafonia, risultando così a tratti impenetrabile (nelle intenzioni del suo autore, Alban Berg era la figura chiave per tale recital). 
Le nove parti che compongono la suite "Tokyo Parts" sono dei tasselli inalienabili l'uno dall'altro, nonostante sia necessario un ascolto approfondito per riuscire a entrare perfettamente in sintonia con l'opera prodotta (infatti la prima volta ci si potrebbe annoiare, la seconda si rimane spiazzati e solo al terzo tentativo si riesce a essere coinvolti da questa musica pianistica così ardita e poco ortodossa).

Anche la cover di un classico della bossanova come "Black Orpheus" assume qua le sembianze di qualsiasi cosa, fuorché di un brano di tale genere. Va detto che questa è la prima volta che Kikuchi si è cimentato con un tale album di non facile presa e fruizione (facendolo poi in tarda età, a settantatré anni), visto che tutti gli altri suoi dischi incisi in precedenza erano molto più "standard".

Alla fine, rimane dell'amarezza in bocca ascoltando questo disco, che resta l'epitaffio di una comunque lunga carriera musicale (Kikuchi incise dischi a partire dal 1970).
Di sicuro, avremmo potuto aspettarci altre buone cose da questo originale pianista e compositore.

(28/05/2016)

  • Tracklist
  1. Tokyo pt. 1
  2. Tokyo pt. 2
  3. Tokyo pt. 3
  4. Tokyo pt. 4
  5. Tokyo pt. 5
  6. Black Orpheus
  7. Tokyo pt. 6
  8. Tokyo pt. 7
  9. Tokyo pt. 8
  10. Tokyo pt. 9
  11. Little Abi


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