Meilyr Jones

2013

2016 (Moshi Moshi) | pop, baroque-pop, power-pop

Cosa può fare uno come Meilyr Jones a Roma, se non tirar fuori un disco come questo "2013", l'anno che vi è descritto? A volte ci vuole davvero qualcuno che ti spieghi come sei, per capirlo: ed è proprio ciò che viene fuori da questo rutilante esordio solista dell'ex-frontman dei Race Horses, impegnato nel più classico dei grand tour dell'inglese in Italia, investito dall'arte, un po' anche dalla vita, a cui risponde con dissacrante rispetto, in un vero risveglio dei sensi, non solo artistici.
E di "classico" "2013" ha tutto, è uno degli autentici instant classic di quest'anno, un compendio di molti dei grandi cantautori e artisti britannici, George Harrison, Elvis Costello, David Bowie, Morrissey, Neil Hannon ecc.

Spavalderia e classe si uniscono così in un mix inconfondibile, nella masquerade power-pop "How to Recognise a Work of Art", o nelle variazioni armoniche di "Don Juan" che passa da elegante ballata al dulcimer, con soavi aperture morriconiane, a synth-rock battente con buona pace dell'ascoltatore. Rock e pop, orchestra e strumenti elettrici, indie e mainstream trovano in "2013" un equilibrio da grande classico, appunto, come risultato però di un estremo sentimento di libertà, coltivato da Meilyr nell'anno in cui la sua band e la sua fidanzata l'avevano lasciato, e lui si trovava da solo nella sua stanza romana ("Strange Emotional").
Le volute barocche delle viste romane sembrano riflettersi così nei saliscendi flamboyant di "Olivia", o nei travestimenti da cortigiano nell'ispirato, geniale arrangiamento rinascimentale di "Rome", con la scrittura di Meilyr che non disdegna qualche svolazzo alla Clementine ("Passionate Friend", "Refugees"), pur nella sacrosanta impostazione melodica classica.
Ma è proprio la capacità istrionica del gallese di giocare sull'interpretazione a dare la tara del valore di questo disco, dalle melodie agli arrangiamenti: anche un brano più classico come "Featured Artist" contiene momenti memorabili, gli acuti in falsetto di Meilyr, le interlocuzioni dei fiati, l'apoteosi di archi finale (e, perché no, l'outro di una recitazione poetica in italiano).

A volte l'impianto musicale si fa forse anche più grande delle capacità vocali di Jones (la fiammeggiante, imperiosa avventura orchestrale di "Return To Life"), ma la straordinarietà di "2013" sta anche nella trasfigurazione di uno dei tanti artisti minori in vera popstar - tanto per confermare dove bisogna cercare i classici contemporanei.

(18/03/2016)



  • Tracklist
  1. How To Recognise A Work Of Art
  2. Don Juan
  3. Passionate Friend
  4. Refugees
  5. Rome
  6. Rain In Rome
  7. Strange Emotional
  8. Return To Life
  9. Love
  10. Olivia
  11. Featured Artist
  12. Be Soft
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