Mumford & Sons

Johannesburg

2016 (Island) | world, indie-rock

Che i Mumford & Sons abbiano una profondissima anima folk non è certo un mistero, e il recente, riuscito spostamento verso sonorità più indie - sancito da "Wilder Mind" - non è stato che l'esplicitazione di un'anima inquieta, dedita alla ricerca e al non ripetersi.
Dal bluegrass alla world music si resta pur sempre nel campo di etnicismi (più o meno esotici), settore nel quale i Mumford sono un'eccellenza contemporanea: durante il recente lungo tour promozionale che ha portato la band in lungo e in largo per il globo, Sudafrica compresa (dove hanno riscosso un grande successo di pubblico), Marcus Mumford e compagnia si sono ritagliati il tempo per registrare in un paio di giorni le cinque tracce che compongono questo Ep.

L'idea parte dalla collaborazione con una serie di musicisti africani che hanno arricchito di modalità world le orecchiabili melodie dei Sons, e il connubio funziona molto bene sin dall'iniziale "There Will Be Time", condivisa con il cantante senegalese Baaba Maal.
I sudafricani Beatenberg contribuiscono alla riuscita del melting pot nelle successive "Wona" e "Fool You've Landed", che prolungano quella fortunata striscia che dalle magie di "Graceland" e "So" (ricordatevi la "In Your Eyes" condivisa fra Peter Gabriel e Youssou N'Dour) ha fatto sì che ritmi e musicisti del sud del mondo diventassero noti anche al pubblico occidentale.

Gli altri protagonisti dell'avventura arrivano dal Malawi, si chiamano The Very Best e sono guidati dal produttore Johan Hugo. Tutti contribuiscono attivamente, e a fungere da collante fra le tante anime del progetto è quasi sempre il timbro vocale di Marcus, ormai divenuto un trademark riconoscibilissimo.
A chiudere il dischetto provvedono la composita "Ngamila", altro esempio di riuscito innesto afrobeat su una tipica composizione "Mumford & Sons", e l'emozionale "Si tu veux", con protagonista assoluta la voce di Maal.

"Johannesburg" è un buon esempio sul rimettersi in gioco, e sulla ricerca di collaborazioni utili a diversificare il proprio sound. In questo caso le canzoni sono anche decisamente azzeccate e ben concepite, e rafforzano ulteriormente l'immagine internazionale dei Mumford & Sons, che in troppi hanno (ingiustamente, secondo chi scrive) criticato dopo "Wilder Mind".
Con molta probabilità la band inglese saprà scrivere ancora degli ottimi dischi, nel frattempo regala una bella vetrina a musicisti che altrimenti sarebbero rimasti per sempre sconosciuti ai più. E già questo non può che costituire una nota di merito.

(16/08/2016)

  • Tracklist
  1. There Will Be Time
  2. Wona
  3. Fool You've Landed
  4. Ngamila
  5. Si tu veux
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