Natural Snow Buildings

Aldebaran

2016 (Vulpiano) | psych-drone

"Dai canyon alle stelle", citando in maniera un po' ardita il maestro Olivier Messiaen, connazionale di Mehdi Ameziane e Solange Gularte: il percorso evolutivo del quindecennale duo Natural Snow Buildings è andato rivolgendosi sempre più alle sommità del reale, verticalizzando le proprie visioni ed espandendole ben al di fuori delle coordinate terrene. Un'evoluzione che in certi casi ha comportato una maggiore definizione del suono, raggiungendo un compromesso tra incisioni home-made e sessioni in studio più "ortodosse".
Quel che in molti non hanno mai compreso è che il carattere marcatamente lo-fi delle copiose pubblicazioni datate agli anni Zero rispondevano non soltanto a un'esigenza vincolata ai modesti mezzi a disposizione ma anche, evidentemente, a una ben precisa scelta estetica volta a condensare le stratificazioni di chitarre e violoncello in un impasto drone opaco e di grana spessa, plasmato in quel Regno delle Ombre che costituisce l'epicentro delle loro geografie mentali.

L'inattesa uscita dell'imponente "Aldebaran" avviene in occasione del Netlabel Day 2016 per l'etichetta Vulpiano, la collaborazione con la quale iniziò nel 2010 con il significativo "The Centauri Agent". Il presente sestuplo box "virtuale" - con materiale datato tra il 2012 e il 2014, e anche stavolta disponibile in download gratuito - prosegue e insieme unifica le due tendenze, ricoprendo lo spazio di quasi sei ore con visioni astratte e saturate, incanalate nello spettro sonoro di una sola pista audio registrata in presa diretta.
Questa distintiva forma di costrizione acustica dà all'intensità variabile dei feedback il potere esclusivo di far emergere o soccombere i dettagli in sovrapposizione: la space-ambient delle più recenti e sporadiche comparsate va fondendosi con le solenni bordate psych-folk in tonalità minore degli esordi - quelle lunghe, ipotetiche reimmaginazioni dell'ossessivo refrain di "Venus In Furs".
La pregnanza e l'attrazione ipnotica delle ricognizioni estese (vere e proprie immersioni fino a trenta minuti di durata) rimangono immutate anche nelle brevi invocazioni su corde arpeggiate che anni addietro hanno generato TwinSisterMoon, progetto parallelo di Mehdi giunto al suo compimento con "Bogyrealm Vessels".

Un persistente stato di meraviglia che certo non sviliremmo nel definire vintage, nel suo richiamare i viaggi impossibili di Jules Verne o di Isaac Asimov, che analogamente alle illustrazioni di Solange venivano sintetizzati in copertine dai tratti decisi, ingiallite dal tempo e dall'oblio, riflesso di un'ingenua e affascinante cosmologia non ancora contaminata dalla frenesia iperrealista della fantascienza contemporanea.
Allo stesso modo i NSB riconfermano l'appartenenza al dominio delle suggestioni ataviche, in qualità di profeti di un culto ancestrale che dal solipsismo creativo procede verso l'inglobamento di prospettive macroscopiche cui tutti sono invitati, senza alcuna necessità di sovrastrutture culturali. Stelle smisurate e rifulgenti come Aldebaran le si può conoscere e studiare, oppure soltanto contemplarle da lontano, idealizzarle sino a raggiungere l'estremo opposto della ragione.

(30/07/2016)

  • Tracklist
  1. The Green Monolith
  2. The Never Dies
  3. Unknown Tongues
  4. The Blind
  5. Horror In Clay
  6. Sandy Cult
  7. Providence's High Priests
  8. Carreta Del Muerto
  9. Algaes' Figurines
  10. 666 Devil Lane
  11. Teen Psychics #2
  12. "Go Kill Because I Told You So"
  13. Stars Grove
  14. Eusapia
  15. Camp Lily Dale
  16. The Summer Land
  17. Abramelin
  18. Burried Circles
  19. Ectoplasm Rain
  20. Cydonia
  21. Tiny Kings Of Kadath
  22. Astral Plane Temple
  23. God's Fossil
  24. Aldebaran, Cannibal Sun
  25. The Drowned Curch
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