Primal Scream

Chaosmosis

2016 (First International/Ignition) | synth-pop, alt-rock

Bene chiarirlo subito: "Chaosmosis" è uno dei lavori più trascurabili dei Primal Scream, forse il punto più basso del loro percorso artistico, che nemmeno i fan più fedeli e accaniti riusciranno a inserire fra i dischi per i quali la formazione scozzese meriterà di essere ricordata in tutte le enciclopedie del rock.
E non certo per l'aspetto eccessivamente synth-pop delle tracce, bensì perché si dimostra (anche dopo ripetuti ascolti) mancante di spunti davvero significativi, il vero peccato mortale per una band che da sempre ha fatto della metamorfosi l'arma in più da giocarsi.

"Chaosmosis" è un disco conciso, con dieci pezzi che si accomodano fra le rigogliosità anemiche di "Trippin' On Your Love" e "Autumn in Paradise", mostrando i momenti più imbarazzanti nelle trame da Game Boy di "(Feeling Like a) Demon Again" e "Carnival Of Fools".
Ma, come in qualsiasi opera dei Primal Scream, anche nella meno riuscita, c'è sempre qualcosa che ti si infila sottopelle: un riff, un ritornello, una costruzione melodica che non puoi evitare di portarti dietro per giorni.

L'irresistibile duetto con Sky Ferreira ("Where The Light Gets In") dimostra quanto Bobby Gillespie sappia ancora scrivere una perfetta pop song e quanto abbia amato l'italo-disco degli anni 80 (vuoi vedere che alla fine senza Valerie Dore non ci sarebbero mai stati i rave party?), ma non è questo l'unico spunto da ricordare.
Da inserire in un'ipotetica playlist ci sarebbero anche l'attacco dinamitardo "When The Blackout Meets The Fallout" (meno di due minuti che soffiano con forza sul sacro fuoco del rock'n'roll), la ballad acoustic folk "Private Wars" (sì, è la parte centrale la migliore di questo disco) e, in extremis, la zampata stonesiana "Golden Rope".

Il resto è solo riempitivo, e ci dimenticheremo presto delle cadenze eleganti di "I Can Change" e dell'innocuo rockettino spolverato in "100% or Nothing", per un album che non riesce a risollevarsi neanche attraverso alcune strategiche ospitate (oltre la bella Sky, ci sono Rachel Zeffira dei Cat's Eyes e le sorelline Haim).
Non so se l'enciclopedico "More Light", risalente a tre anni fa, possa aver prosciugato in maniera definitiva l'ispirazione di zio Bobby, forse il (mezzo?) fallimento di "Chaosmosis" è più la conseguenza di un progetto riuscito a metà: quello di voler produrre un gradevole album (synth) pop con la qualità di un approccio (indie) rock. Alla fine dei conti il buono e il cattivo tendono ad equivalersi, ma il disco non si salva dal tracollo e resterà nella memoria come uno dei capitoli più deboli nell'onorevolissima carriera dei Primal Scream.

(22/03/2016)

  • Tracklist
  1. Trippin' On Your Love
  2. (Feeling Like a) Demon Again
  3. I Can Change
  4. 100% or Nothing
  5. Private Wars
  6. Where the Light Gets In
  7. When the Blackout Meets the Fallout
  8. Carnival of Fools
  9. Golden Rope
  10. Autumn in Paradise
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