Rolling Stones

Blue And Lonesome

2016 (Polydor) | electric blues

Nell’estate del 1990 non persi i Rolling Stones allo Stadio Flaminio di Roma: temevo potesse diventare l’ultima occasione utile per vederli suonare dal vivo. Mi sbagliavo di grosso: quasi tre decenni più tardi sono pronti a tirar fuori un nuovo album, a undici anni di distanza da “A Bigger Bang”.
“Blue And Lonesome” non contiene tracce autografe, il quartetto ha deciso di reinterpretare dodici blues, quasi tutti del periodo a cavallo fra gli anni 50 e 60, registrati nel giro di tre giorni e affidati alle attenzioni del co-produttore Don Was.

Una sorta di ritorno alle origini, visto che i giovanissimi Jagger e Richards (come Keef ha raccontato nell’autobiografia “Life”) trascorrevano a inizio carriera ore e ore suonando sopra i dischi blues d’importazione che riuscivano a rimediare a quei tempi.
Fu così che perfezionarono la propria tecnica e fu così che impararono a scrivere pezzi di proprio pugno, in grado di rielaborare quegli stilemi secondo la propria personalità, divenendo di lì a poco una delle massime realtà non solo musicali ma anche di costume nell’Inghilterra degli anni 60, restando nel mito per diverse generazioni a venire, fino ai nostri giorni.

“Blue And Lonesome”, il loro cadeau natalizio, è un disco di cover (quasi tutte) così poco conosciute da sembrare composizioni inedite degli Stones. Tutto è suonato a regola d’arte, sia i brani più trascinanti ("I Gotta Go", “Ride ‘em On Down”, "Just Like I Treat You"), sia quelli più sofferti (“All Of Your Love”, "Hoo Doo Blues", "Little Rain"), sempre con grande rispetto per gli originali. Jagger dimostra di avere ancora una voce straordinaria, e di essere un grande armonicista, come quel Little Walter che sembra proprio essere uno dei massimi ispiratori di questo progetto, visto che si ripesca più volte dalla sua discografia, a partire dal successo del 1962 “Just Your Fool”, scelto per aprire questa selezione.
Se non bastassero le chitarre di Richards e Wood, interviene anche Eric Clapton ad aggiungere la propria in “Everybody Knows About My Good Thing” e “I Can’t Quit You Baby”, il brano più celebre della scaletta, grazie all'inarrivabile versione che ne fecero i Led Zeppelin nel leggendario disco di debutto.

Omaggi a Howlin’ Wolf, a Memphis Slim, a Willie Dixon, a Jimmy Reed e tanta voglia di dimostrare di non essere ancora pensionabili, riuscendo per di più a confezionare un prodotto per veri intenditori, purista ma al contempo ben radicato nella contemporaneità.
“Blue And Lonesome” è un elegantissimo e convincente disco di standard blues suonato dalla più grande rock’n’roll band di tutti i tempi, un lavoro sincero e viscerale, voluttuoso e sensuale, come soltanto un disco degli Stones può essere.

(11/12/2016)

  • Tracklist
  1. Just Your Fool
  2. Commit A Crime
  3. Blue And Lonesome
  4. All Of Your Love
  5. I Gotta Go
  6. Everybody Knows About My Good Thing
  7. Ride ‘em On Down
  8. Hate To See You Go
  9. Hoo Doo Blues
  10. Little Rain
  11. Just Like I Treat You
  12. I Can’t Quit You Baby
Rolling Stones su OndaRock
Recensioni

ROLLING STONES

Sticky Fingers

(1971 - Rolling Stones)
Il classico dei classici di Mick Jagger e compagni

ROLLING STONES

Beggars Banquet

(1968 - Abkco)
Gli Stones dimostrano di volersi riappropriare dell'immagine di brutti, sporchi e cattivi

ROLLING STONES

Aftermath

(1966 - Abkco)
Il primo album degli Stones a contenere esclusivamente brani scritti dalla coppia Jagger/Richards

News
Speciali

Rolling Stones on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.