Atticus Ross, Leopold Ross & Bobby Krlic

Almost Holy: Original Motion Picture Soundtrack

2016 (Sacred Bones) | soundtrack

La rinascita del genere documentario si deve non soltanto all'ispirazione fornita (ahinoi) dalle drammatiche condizioni sociali, politiche e ambientali del nostro tempo, ma anche a una nuova generazione di cineasti indipendenti che, nei meandri di una realtà sempre più caotica e frammentaria, sentono la necessità di tenere i piedi saldamente a terra e "mappare" le virtù e gli scempi del mondo contemporaneo, un caso alla volta. Nell'impero dello storytelling come pratica indolente e persuasiva (dunque commerciale), le storie vere rimangono quelle più urgenti e necessarie per colpire nel vivo la desensibilizzazione del pubblico.

In questo contesto le colonne sonore giocano un ruolo fondamentale, non soltanto nell'arricchimento di un'esperienza cinematografica senza particolari artifici - incentrata com'è sulla verità dei fatti - ma ancor prima per estendere l'interesse ai meno appassionati. Per il suo secondo lungometraggio il giovane regista Steve Hoover si è avvalso di tre importanti collaboratori: i fratelli Atticus e Leopold Ross (il primo già noto nel premiato duo con Trent Reznor) e Bobby Krlic, ovvero The Haxan Cloak.
Nei loro nomi risuonano con forza da un lato la tensione dei thriller psicologici di David Fincher, dall'altro gli opprimenti sguardi su un incubo post-industriale non più soltanto immaginario. E così anche nei cinquanta minuti scarsi di questo subdolo score, che stilisticamente non si discosta troppo da un'ideale somma aritmetica delle parti in gioco.

"Almost Holy" è un duro racconto di strada con protagonista il pastore Gennadiy Mokhnenko detto "Crocodile", la cui missione è salvare dalle case popolari e dall'asfalto una gioventù impoverita e ai margini della legalità, relitti sociali dell'Ucraina post-sovietica che vengono poi accolti nel suo centro di riabilitazione.
Un contesto, dunque, che difficilmente potrebbe riservare spazio a episodi di momentanea tregua (come le glaciali progressioni pianistiche di "Gone Girl"): l'ordinata alternanza degli autori mira piuttosto a tratteggiare un'atmosfera dalla tensione trattenuta ma costante, come il presagio di un'implosione sempre imminente. Non a caso Krlic lascia da parte il riconosciuto moniker per offrire un contributo meno caratterizzato, con sfumature relativamente tenui rispetto all'angoscioso "Excavation" - fa eccezione un finale che parrebbe scritto a sei mani coi cinerei Raime dell'esordio.
La viola solitaria di "Pharmacies" fa seguito all'algida imponenza sinfonica di "Wild Moose", tra gli scenari più affascinanti qui firmati dai fratelli Ross, che operano intorno a beat compressi d'ascendenza Pan Sonic, scongiurando il distacco emotivo del duo finlandese per mezzo di linee melodiche essenziali ma ben presenti ("Mokhnenko", "Graves").

Notoriamente, però, l'efficacia del commento musicale corre il rischio di disperdersi nel solo formato audio: su disco "Almost Holy" mantiene le qualità tipiche di un sottofondo in certi casi suggestivo, in altri piuttosto convenzionale, costituendo un appropriato complemento al libro nero che è il catalogo Sacred Bones, anziché al novero delle colonne sonore che godono di una vita propria oltre lo schermo.

(06/09/2016)

  • Tracklist
  1. Atticus Ross & Leopold Ross - One Block Further
  2. Atticus Ross & Leopold Ross - Punching Bag
  3. Bobby Krlic - Intervention
  4. Atticus Ross & Leopold Ross - Wild Moose
  5. Bobby Krlic - Pharmacies
  6. Atticus Ross & Nick Chuba - Mokhnenko
  7. Atticus Ross & Leopold Ross - Distance
  8. Bobby Krlic - Coursing
  9. Atticus Ross & Leopold Ross - Graves
  10. Bobby Krlic - The End


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