Schammasch

Triangle

2016 (Prosthetic Records) | black-metal, doom-metal, prog-metal

Gli svizzeri Schammasch devono il proprio nome al dio mesopotamico della giustizia Šamaš, un dio Sole che nella famosa "Epopea di Gilgamesh" apre il passaggio verso l'oltretomba al protagonista, permettendo così il ricongiungimento con l'amico Enkidu. Già da questo la formazione palesa una particolare attenzione per il tema della vita e della morte e rivela la peculiarità delle proprie fonti di ispirazione.
La band è chiusa in un silenzio criptico, tanto che sul sito ufficiale i nomi dei quattro componenti sono sostituiti dalle sole iniziali. Il loro "manifesto" estetico si riduce a poche righe e uno slogan ermetico, "Expressing Light Through Darkness". Sono arrivati al loro terzo album, intitolato "Triangle" (2016), attirando l'attenzione di pochi addetti ai lavori e un manipolo di appassionati. Ripassandone l'intera discografia si scopre qualche indizio su quello che si ascolta in "Triangle" già nell'album d'esordio, "Sic Lvceat Lvx" (2010). Sicuramente c'è un'anima black-metal, che lascia ampi spazi a elementi doom, death-metal e ambizioni prog-metal, anche se trovare un'etichetta esaustiva sembra una causa persa. "Contradiction" (2014) surclassa quell'esordio proponendo le prime composizioni ciclopiche della carriera. In particolare, con Jhwh (diciassette minuti) la band conia una musica al contempo fisica e spirituale, violenta e filosofica, venata di una gotica eleganza e circondata da un alone mistico.

Questo "Triangle", tuttavia, supera quanto già pubblicato con un triplo album dove ogni disco dura 33:30, per un totale di cento minuti. Ognuna delle tre parti ha un suo titolo e un tema preciso all'interno della più ampia narrazione dell'opera, un elaborato concept-album. La prima parte, intitolata "The Process Of Dying", affronta il tema della perdita e il cambiamento che avviene con la morte e la sua accettazione. La seconda parte, "Metaflesh", cerca di descrivere l'equilibrio fra la vita e il mondo spirituale. L'approdo finale di questo viaggio è nella terza e ultima parte, "The Supernal Clear Light Of The Void", dove si descrive il definitivo distacco dal corpo e l'approdo a una dimensione "altra" fatta di luce e vuoto. Lo stile musicale cambia profondamente nelle tre parti dell'opera.

La prima, "The Process Of Dying", è quella più vicina alle opere precedenti: alterna lugubri momenti dalle tinte doom con sfuriate black-metal, secondo uno stile progressivo e maestoso. "Father's Breath" entra nel vivo dell'opera con l'imponenza sinfonica di un incubo emotivo black/death, confluendo nella successiva "In Dialogue With Death", cavalcata dai toni epici e l'arrangiamento opprimente. In seguito a un rallentamento funebre, "Diluculum" riparte a perdifiato ed esaurendosi lascia intravedere una melodia acida. Dopo, in faccia all'ascoltatore, arriva l'urlo bestiale di "Consensus", il primo brano maggiore dell'opera, una sintesi di Deathspell Omega, Neurosis, death-metal alieno e prog-metal estremo, con un finale di bave acide e canti gregoriani lugubri. A chiudere la prima parte c'è "Awakening From The Dream Of Life", che sparge allucinazioni nerissime in forma di chitarre che sfarfallano impazzite, chiudendo con canti liturgici che riempiono spazi dai connotati già metafisici. Dopo che il processo di morte si è concluso, rimane solo un battito profondo e misterioso.

La seconda parte - "Metaflesh" - ha il compito di descrivere i momenti successivi alla morte, la transizione fra il mondo fisico e quello spirituale. In questi brani la band supera l'ibrido black/death proponendo una musica più atmosferica, imparentata soprattutto con lo psychedelic-rock. L'ispirazione è pesantemente "cosmica", pure se nella concezione di Lovecraft: uno spazio ultraterreno minaccioso e ostile, misterioso e delirante. "Satori", il secondo brano maggiore dell'album, è un rito tribale ossessivo che diventa poi una oscura messa black-metal risucchiata in un buco nero, con chiusura per coro di monaci. La successiva "Metanoia" unisce una confessione desolante a una tempesta black-metal a velocità folle, intarsiata di mimetiche melodie di chitarra e chiusa con altri ritmi tribali da esoterismo alieno. L'apice dell'intera opera arriva con "Above The Stars Of God", una fusione fra lo psychedelic-rock malinconico dei Pink Floyd, la desolazione inconsolabile del più maestoso doom-metal, il più furioso black/death, un maestoso assalto percussivo marziale e l'ennesima allucinazione oscura nel finale. "Conclusion" chiude la seconda parte con una ballata semi-acustica psych-folk.

L'emancipazione totale dalla musica proposta nei primi album si compie solo nell'ultimo disco. "The Supernal Clear Light Of The Void", infatti, azzarda ancora di più, abbandonando completamente la musica metal in favore di una serie di bad-trip dark-ambient colorati di spunti tribali e quasi completamente strumentali. "The Third Ray Of Light", chiusa da fumi jazz à-la Jon Hassell, e "Cathartic Confession", un rituale mistico che diventa nel finale un lamento angosciante, sono astratte visioni aliene, inquietanti e suggestive. "Maelstrom" caratterizza il suo lento sviluppo con un coro new age, mentre la conclusiva, e fin troppo prolissa, "The Empyrean" ritrova le chitarre assordanti e le dissonanze tetre. Pur con qualche lungaggine, questa terza parte è la più coraggiosa e inaspettata, profondamente diversa dalle prime due eppure integrata perfettamente nel mastodontico discorso narrativo dell'opera.

L'opera si configura con il risultato di una lunga riflessione sullo spirito e il corpo. Riprende elementi della cultura e mitologia cristiana ma si chiude con il "Gāyatrī Mantra" caro agli induisti. La morte è vista come momento di verità, di liberazione e di emancipazione dal corpo e dalla materia. Questo imponente triplo album veicola il messaggio con soluzioni eterogenee e spesso sperimentali, alle quali si deve perdonare solo qualche grammo di prolissità. Un difetto, quest'ultimo, che pare a chi scrive trascurabile e che non intacca granché un album coraggioso e molto ambizioso.

(08/07/2016)

  • Tracklist
Cd 1 - The Process Of Dying

  1. Crepusculum
  2. Father's Breath
  3. In Dialogue With Death
  4. Diluculum
  5. Consensus
  6. Awakening from the Dream of Life

Cd 2 - Metaflesh

  1. The World Destroyed By Water
  2. Satori
  3. Metanoia
  4. Above The Stars Of God
  5. Conclusion

Cd 3 - The Supernal Clear Light Of The Void

  1. The Third Ray Of Light
  2. Cathartic Confession
  3. Jacob's Dream
  4. Maelstrom
  5. The Empyrean




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