Seth Swirsky

Circles And Squares

2016 (Grimble) | soft power-pop, chamber-pop

Più che uno Swirsky, un Tenenbaum: cosa si potrebbe dire di uno che ha scritto una hit mondiale per Taylor Dayne, ha citato in giudizio Mariah Carey per plagio, scrive di politica su tutti i maggiori portali americani, ha venduto una collezione di memorabilia di baseball per un milione e mezzo di dollari, vive su Internet da abbastanza tempo da avere registrato a suo nome il dominio “Seth.com”, ha diretto un documentario sui Beatles celebrato in tutto il circuito indipendente?
La sua carriera musicale da interprete, oltre che da autore, assume così la caratteristica del passatempo, oppure di uno solo degli sfoghi della mente volubile e famelica di un milionario sensibile ed eccentrico (“I Don’t Have Anything (If I Don’t Have You)”). Ma se stessimo parlando del nuovo disco di Gerard Love, o di Jonathan Wilson, mezzo pianeta (o almeno il piccolo satellite della musica più o meno indipendente) si starebbe strappando i capelli.

“Circles And Squares” corona il percorso artistico e tecnico di Seth Swirsky, partito con l’estremamente semplice “Instant Pleasure”, che già, però, identificava la sua particolare sintesi di musica americana e inglese: Beatles ed Elliott Smith, Teenage Fanclub e Beach Boys, Super Furry Animals e Beck. Nel tempo (ormai dodici anni) la musica di Seth si è fatta ovviamente più matura dal punto di vista espressivo (non solo nella scelta degli strumenti ma anche nel registro espressivo e nell’architettura dei suoni), ma ancora non priva dello spirito infantile con cui in questo terzo disco si attraversano epoche musicali, le si connette e le si mischia come un bambino alla prima esperienza con le tempere.
Il viaggio musicale del disco, splendidamente arrangiato (e in gran parte eseguito) da Swirsky, parte dalla sontuosa marcia da Brian Wilson di “Shine” e scorre senza soluzione di continuità tra chicane da “Grand Prix” (“Trying To Keep It Simple”, “Old Letter”), destreggiandosi tra acquerelli post-Elliott Smith da “Blue Swan Orchestra” (“Abyss”, “Sonic Ferris Wheel”, la finezza Clientele di “Let’s Get Married”) e immancabili 4/4 Beatles-iani (“Far Away”).

Sedici brani scritti e arrangiati e “lasciati liberi” con la maestria del disimpegno e della libertà da necessità materiali, per un disco centellinato e perfettamente calibrato e probabilmente destinato a rimanere, anche e nonostante tutto ciò, un piccolo classico dimenticato, con i suoi testi romantici d’altri tempi, vero pretesto per splendide progressioni chamber-pop (“The Simplest Way”). Per quel che vale, grazie del regalo, Seth.

(10/11/2016)



  • Tracklist
  1. Shine
  2. Circles And Squares/Go
  3. Old Letter
  4. Far Away
  5. Let’s Get Married
  6. Trying To Keep It Simple
  7. I Loved Last Night
  8. Belong
  9. Sonic Ferris Wheel
  10. Let’s Move To Spain
  11. The Simplest Way
  12. Table
  13. With Her Now
  14. I Don’t Have Anything (If I Don’t Have You)
  15. Abyss
  16. I Think Of Her
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