Sioux Falls

Rot Forever

2016 (Broken World Media) | alt-rock

Condensare tutta la propria vita, o una parte di essa, in una sola opera è l’ambizione di molti, e quindi è sempre affascinante, anche a priori, osservare il risultato di chi ci prova. Forse succede più spesso a chi, appunto, identifica sé stesso con la musica che fa, non la considera un prodotto confinato, che una volta fatto esisterà in qualche modo disconnesso da sé.
Anche per questo “Rot Forever” dei Sioux Falls merita un’attenzione particolare, un esordio doppio di circa 72 minuti in cui perdersi alla ricerca della propria adolescenza, come racconta di aver fatto il frontman Isaac Eiger: “Volevo scrivere un disco che mi avrebbe esaltato quando stavo crescendo”.

Un’implicita confessione di non voler in alcun modo creare nuove traiettorie musicali, anzi di pura retromania, ben camuffata al di sotto del revival nineties in piena esplosione. Poi, in fin dei conti è tutta una questione del nostro ridotto fuoco ottico: tra un secolo o due conterà poco se un disco è uscito nel 1996 o nel 2016. Soprattutto se qualcosa di vero e vitale appare quando si riprende fiato, nel finale di “Past Tense” e, soprattutto, nel chiacchiericcio casuale, quando ti sembra di essere solo ma finalmente in mezzo agli altri, in quello di “If You Let It”. Ma è in “Copy/Paste” che i Sioux Falls trovano il loro ballatone da singalong, l’apice corale di questa epopea qualunque, tra i muri di un liceo di provincia. Non è del resto il primo disco, recentemente, che si lascia andare a queste tracce lunghe, sorta di prolungati amplessi collettivi, va ricordato “Tapestry’d Life” dei Pretend, altro zibaldone post-adolescenziale di poco tempo fa.

L’epica dell’Ovest “solo e affollato” riprende così vita in più adolescenziali toni post-grunge, ad esempio nello strascicarsi acido di “3fast”, per poi mutare nel power-pop pre-Shins di “Your Name’s Not Ned” (altro pezzo da sette minuti), “Soaked In Sleep” e “Chain Of Lakes”. Più che una riflessione, diventa così ormai l’espressione di un’eterna adolescenza, quella da cui ci si è trovati fuori, a un certo punto, senza sapere come. Col che i cliché sono facili da trovare, in “Rot Forever”, ma è chiaramente proprio ciò che non interessa ai Sioux Falls, ben contenti di celebrare i patemi dei propri sedici anni (“Crushed”). Chi è ancora abbastanza giovane da volerli rivivere non avrà di che pentirsi.

(16/03/2016)



  • Tracklist
  1. 3fast
  2. Dom
  3. Chain of Lakes
  4. Past Tense
  5. Try
  6. In Case It Gets Lost
  7. Practice Space
  8. Dinosaur Dying
  9. Copy/Paste
  10. San Francisco Earthquake
  11. Crushed
  12. Soaked in Sleep
  13. Mcconnoughey
  14. Your Name's Not Ned
  15. If You Let It
  16. The Winner
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