Steven James Adams

Old Magick

2016 (Fortuna Pop) | folk-pop, indie-pop

Si sente che fa musica da una vita, Steven James Adams, soprattutto nella sua Broken Family Band, con la sua sgangherata mattanza alt-country. Col tempo si è addolcito, naturalmente, e ancora di più in questa sua seconda uscita solista, con Dan Michaelson a guidare i lavori e a suonare molte delle parti del disco, dal piacevole suono “organico” e corale, con quei bei brani solari alla Leisure Society (“Kings Of The Back Of The Bus”, l’ukulele da spiaggia inglese di “An Ending”, il salmodiare bucolico e abbandonato di “Modern Options”).

Il power-pop dinoccolato del suo buon esordio solista (“House Music”) ritorna nella Hefner-iana “The Golden Bough”, ma tutto “Old Magick” racconta di una rinnovata sensibilità espressiva, trovata senza rinunciare alla freschezza nella scrittura e nell’interpretazione (la dolcezza indie-pop di “Togetherness”, la trionfante cavalcata di “Sea Of Words”).
Il tutto trova compimento nel chamber-folk-pop drammatico di “Ideas”, che ricorda l’ultimo Villagers, in cui è appunto la bontà della resa sonora, con il bell’intermezzo minimalista al pianoforte, a nobilitare la traccia.

Qualche momento più spigoloso dal punto di vista melodico (“French Drop”), anche se senza mai scadere nel banale. In attesa del nuovo Laish, la prima perla del cantautorato inglese indipendente di quest’anno.

(09/03/2016)



  • Tracklist
  1. Togetherness
  2. Kings Of The Back Of The Bus
  3. Modern Options
  4. Ideas
  5. French Drop
  6. More Togetherness
  7. Sea Of Words
  8. The Golden Bough
  9. An Ending
  10. Sonny


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