Steve Reich

Four Organs/Phase Patterns (ristampa)

2016 (Superior Viaduct) | minimalismo

La Superior Viaduct, nel suo consueto programma di ristampe di gioielli perduti della new wave e dell'avanguardia, è ora giunta a ristampare il primo album ufficiale di Steve Reich, "Four Organs/Phase Patterns", uscito originariamente per l'illuminata etichetta francese Shandar nel 1971. Prima di allora, di Reich erano disponibili solo un piccolo pugno di composizioni perlopiù sperimentali, come "It's Gonna Rain" (1965) e "Come Out" (1966), entrambe per nastro magnetico e pubblicate su due antologie di musica contemporanea, edite dalla Columbia/Odyssey nel 1967 e 1968 (l'altro fondamentale brano inciso in quelle raccolte fu "Violin Phase", una magnifica sovraincisione su quattro piste di due strofe di un violino).

Con "It's Gonna Rain" e "Come Out", Reich aveva iniziato a sperimentare con dei montaggi sonori, ma utilizzando solo un parlato mediante un nastro magnetico manipolato. Se nel primo caso si tratta solo di una frammentazione composta e ricomposta di un sermone delirante di un predicatore del Sud degli Stati Uniti, nella seconda prova del 1966 Reich utilizzò per la prima volta in assoluto la sua peculiare tecnica del "phasing" (dove una voce registrata, mandata in loop, recita incessantemente per tredici munuti unicamente la frase "come out to show them", sfasandone però il ritmo, fino ad arrivare a uno stadio di trance nella parte finale, dove ogni parola si confonde l'una con l'altra).

Da questi primi basilari tentativi, Reich con "Four Organs/Phase Patterns" inaugurò la prima fase matura del suo stile, influenzando una miriade di compositori minimalisti che da lì a poco avrebbero proliferato negli Usa e in Europa. Già in precedenza c'erano stati importanti contributi di LaMonte Young, di Terry Riley e di Tony Conrad nel campo del minimalismo e, sempre alla fine degli anni Sessanta, anche Philip Glass stava gettando le basi di questo rivoluzionario genere di musica contemporanea (che, agli inizi, fu visto con certo scetticismo da alcuni compositori europei come, per esempio, Luciano Berio, che fu anche maestro di Reich al Mills College).

In Europa, in particolare in Francia e in Inghilterra, queste innovazioni suscitarono invece un grande scalpore, specialmente presso i musicisti rock. Non è un caso che proprio in Francia nacque la Shandar (fondata dal critico Daniel Caux), che pubblicò pochi dischi, ma tutti fondamentali del minimalismo (l'altra basilare label fu la Chatham Square di Philip Glass e Kurt Munkacsi).
Sia "Four Organs" (registrata dal vivo nel maggio 1970 al Guggenheim di New York) che "Phase Patterns" (registrata sempre live nel novembre 1970 al museo universitario di Berkley) sono state realizzate da un ensemble di quattro mini-organi Farfisa, suonati, oltre allo stesso Reich, anche da Philip Glass, Steve Chambers (che in seguito diverrà membro stabile del gruppo Steve Reich and The Musicians), Art Murphy (che suonerà in seguito con il violinista d'avanguardia Henry Flynt) e Jon Gibson.

"Four Organs", posta su tutto il primo lato, è praticamente costruita da un solo accordo che viene ripetuto a intervalli più o meno regolari da ciascun esecutore mentre il tempo viene scandito metronomicamente solo dalle maracas suonate da Gibson. Il risultato non è molto musicale, se paragonato alla tonalità dei grandi capolavori minimalisti, ma è di grande importanza per lo sviluppo del "phasing" (che, ricordiamolo, è quello sfasamento ritmico-armonico di due frasi musicali, accordi o semplici note che, secondo le intenzioni di Reich, equivale alla "messa in moto di un pendolo e la sua osservazione, fino al ritorno allo stato di quiete").

In "Phase Patterns", che occupa la seconda facciata del disco, il gioco si fa invece scoperto. Qui, i quattro organi procedono per due precisi e ipnotici accordi armonici, che si intersecano e si sfasano a vicenda, mediante una lenta e graduale trasformazione di elementi minimali e attraverso processi udibili in ogni dettaglio. Terry Riley e Philip Glass proseguiranno infatti su queste stesse direttive, il primo adottando il puro misticismo orientale ("Persian Surgery Dervishes", Shandar 1972) e l'altro con il suo algido minimalismo matematico ("Music With Changing Parts", Chatham Square 1971).

Nonostante gli autentici capolavori di Reich verranno da lì a poco ("Drumming" del 1974 e "Music For 18 Musicians" del 1978), quest'album rappresenta una prima importante conquista per tutta la scena minimalista mondiale. Significativa è anche la foto in copertina, tratta da un fotogramma in bianco e nero del film d'avanguardia "Wavelenght" (1966) del regista e fotografo canadese Michael Snow (di cui si ricorda anche il cortometraggio "New York Eye And Ear Control" del 1964 con le musiche free-jazz di Albert Ayler).
Un'immagine come una "lunghezza d'onda" marina, come presentazione del disco, non sarebbe potuta essere più azzeccata.

La Superior Viaduct ha ristampato questo bel documento sia in formato vinile che in formato cd, non pubblicandoli però in contemporanea. Il vinile, fedele alla stampa originale con tutte le note interne di Daniel Caux, esce quattro settimane prima del cd.

(08/02/2016)

  • Tracklist
Side A

  1. Four Organs

Side B

  1. Phase Patterns


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