Swans

The Glowing Man

2016 (Young God) | avant-rock, gothic

Qualche dato per il feticismo del curriculum: terzo disco doppio degli Swans in quattro anni, sesto della carriera, quattordicesimo in tutto. Primo dopo la ristampa storica di "White Light From The Mouth Of Infinity" (1991-2015). Un risultato scottante: di tutti i discendenti del capostipite doppio album "Chidren Of God" (1987), "The Glowing Man" rimarrà il meno distinto, forse anche meno del diretto predecessore, l'altrettanto pachidermico "To Be Kind" (2014).
Gli stessi tratti dei predecessori, sia nella struttura che nella composizione - ripetizioni, crescendo, mantra prossimi a balbettii - e la stessa strumentazione (meno le cornamuse) dissipano anche gli ultimi dubbi sulla natura del progetto, una sburra di un improbabile Michael Gira superstar che si allontana più che mai dall'assunto originario della sigla.

Una prima ridondanza avviene proprio all'inizio e fin dai titoli, con la sequenza di "Cloud Of Forgetting" e "Cloud Of Unknowing". I dodici minuti della prima partono da uno spandimento di glissandi e da una ritmica cocktail-lounge con dissonanze dub; per quanto fievole, è un procedimento di accumulo di tensione che, però, va in paralisi precisamente quando entra il canto da crooner patetico del leader. Dopo diversi minuti, non a caso, si esce dalla stasi e la tensione riprende (anche se l'accelerando di droni dura un niente). I venticinque minuti della gemellata "Cloud Of Unknowing" ripetono la pratica con ancor più ampollosità (discreto paesaggio horror-espressionista, colate di strimpellii, scenografie Pink Floyd periodo "Meddle", tempesta di acrobazie orchestrali, gemiti di Gira che alla fine prendono il sopravvento): non un gioiello di economia del discorso. La cosa realmente scioccante è che la medesima ricetta è ribadita anche in un altro brano monstre, "Frankie M".
Gira vorrebbe inventare una nuova forma di minimalismo, ma - lisciando il necessario approccio cerebrale - si perde nella disperata ricerca del colpo ad effetto (buono solo per chi snobba il vero rock d'avanguardia).

La doppia "The World Looks Red/The World Looks Black" in realtà è il medesimo pezzo che cerca di uscire da un canticchiante raga di sottofondo (i primi sette insostenibili minuti) tramite una stroboscopia di chitarra U2-esca alla "Where The Streets...", percussioni rimbombanti, coro africano, fanfare australi: un potpourri irreale, pure intrigante, se non fosse ripetuto come un disco rotto.
Quarto e ultimo colosso dell'opera, la mezz'ora dell'eponima "The Glowing Man" stiracchia quanto già fatto con elementi parimenti generici (intro fatata delle tastiere, boogie demonico con invocazioni Jim Morrison-iane) dimostrando l'ego spropositato del Gira cantante e del Gira direttore d'orchestra, mentre i comprimari battono tempi ossessivi rimpinzandoli di atmosfere da kolossal.

Supportato dai live "The Gate" (2015) e "I Am Not This" (2016), come "We Rose..." (2012) per "The Seer" (2012), è l'opus che chiude la quarta fase della sigla-leggenda, quello che - non importa se nel bene o nel male - meglio la definisce. Una sua ideale antologia conterrebbe però le minori "When Will I Return?", cantata con la moglie Jennifer, e il coro a passo marziale "Finally Peace". "L'equivalente musicale di 'Ben-Hur' insieme col 'Ran' di Kurosawa": sempre la voglia matta di facile autopromozione del leader. Della voce "improvvisazione" Gira prende invece la parte adolescenziale: non istinto primordiale (meno di sempre), non intensità, non estro espressionista, ma espediente, tentativo, caracollante trastullamento che fa scudo delle lacune con gigantismi non richiesti. È una pagina senz'altro stancante che, comunque, ha i suoi punti topici quando più lascia visualizzare i musicisti mentre lo suonano - brava la cellista sudcoreana Okkyung Lee, scontatello il solito Norman Westberg -in effetti un ensemble imponente, ben oliato, che diffonde qua e là fattucchieria. Solita edizione cd/Dvd.

(22/06/2016)

  • Tracklist
Cd 1

  1. Cloud Of Forgetting
  2. Cloud Of Unknowing
  3. The World Looks Red/ The World Looks Black
  4. People Like Us

Cd 2

  1. Frankie M.
  2. When Will I Return?
  3. The Glowing Man
  4. Finally Peace
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