The Amazing

Ambulance

2016 (Partisan) | folk-rock, sadcore

Adesso che Kozelek sembra essersi tuffato senza rimpianti nel vortice della popolarità, del chiacchiericcio extra-musicale, trasferendo in modo improprio l'esperienza religiosa della sua musica sulla sua persona, è bello sapere che nel mondo esiste chi ha fatto tesoro della sua lezione ed è in grado di riproporla.
Il compito è tra i più difficili, perché stiamo parlando di uno dei cantautori più iconici della storia della musica, probabilmente, e il fatto che si parli ancora così tanto di lui, e in modo così divisivo, spiega in modo inequivocabile la sua unicità, che si traduceva un tempo nello stile inconfondibile delle sue canzoni, ora più che altro nello scoprire quale sarà l'epiteto più scabroso che lancerà al suo pubblico o a una giornalista.

"Ambulance" prosegue il percorso dei "nuovi" Amazing, quelli riemersi alla luce, dal 2011, l'anno scorso, cambiando nettamente il loro sound e la loro proposta sonora, ibridandola appunto coi paesaggi suburbani e profondamente spirituali dei Red House Painters, che si fondono col loro cangiante folk-rock a tinte psych.
Questo nuovo disco si presenta come un'ideale prosecuzione di quanto mostrato in "Picture You", nella quale la band svedese sembra voler certificare un'ulteriore semplificazione della sua estetica, nella quale la follia Dungen-iana di Reine Friske è domata, è quasi l'eco di una grandezza perduta, a far risaltare ancor di più la desolazione di fondo di "Ambulance".
Una sorta di filtro "depressivo", che discolora tutte le pur resistenti sfumature della band in un rigido affresco esistenziale in bianco e nero, come le vecchie copertine dei Red House Painters, tra gli algidi e tormentati paesaggi wave della title track e il folk-rock dei Midlake più disperati di "Divide". Ma anche il groove jazz-funk di "Blair Drager" si trasforma con sagacia in una danza post-mortem.

Il quadro Kozelek-iano prende poi corpo in modo più evidente nella seconda parte del disco, quando emergono brani che sembrano percorrere la sua carriera, rasentando prima il tributo vero e proprio a "Down Colorful Hill" in "Through City Lights" (la miglior canzone di Kozelek non scritta da Kozelek?); poi quello al Sun Kil Moon in estasi acustica di "Admiral Fell Promises" in "Moments Like These"; infine addirittura riferendosi all'ultima parte della carriera, quella disarmata fino al colloquialismo più spinto, di "Perfect Day For Shrimp".
Una seconda parte solo suggerita dalla prima, ma che sarà comunque in grado di lasciare a bocca aperta anche i fan più appassionati, per la capacità di riprodurre non solo un immaginario, suggerito nei primi brani, ma addirittura l'espressione stessa, riuscendo miracolosamente a vanificare l'impressione della "copia d'artista". Da attendere con ansia, comunque, una necessaria sintesi nel prossimo lavoro della band, in modo da trovare una voce più netta.

(01/08/2016)



  • Tracklist
  1. Ambulance
  2. Divide
  3. Blair Drager
  4. Tracks
  5. Floating
  6. Through City Lights
  7. Moments Like These
  8. Perfect Day For Shrimp
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