Thomas Brinkmann

A 1000 Keys

2016 (Editions Mego) | minimal-techno, avantgarde

Tra fervido ingegno e indole reclusiva, Conlon Nancarrow visse duramente lungo gran parte del XX secolo, alternando la strenua militanza comunista a una pratica compositiva intransigente, volta a spersonalizzare l'esecuzione musicale per mezzo del piano player, strumento meccanico che suona partiture "incise" su fogli perforati. Con questa macchina Nancarrow portò a compimento le complesse sperimentazioni ritmiche delle sue prime opere - giudicate troppo difficili da interpretare - intrecciando varie linee melodiche simultanee che, attraverso un'accelerazione inumana, dall'iniziale vivacità e coloritura assumevano un carattere alquanto grottesco.

Da queste coordinate muove l'ultimo album su Editions Mego di Thomas Brinkmann, veterano dell'elettronica contemporanea: un libero ritratto stilistico ove le note di pianoforte sono state trasposte nella stretta griglia del codice binario informatico, predisponendo così una materia grezza digitale a fondamento di una sorta di lungo incubo serialista aggiornato al terzo millennio.
Restando in tema di utopie e distopie politiche, "A 1000 Keys" suona come l'oggettivazione musicale di un'aberrante iconografia totalitaria: un labirinto della mente senza via d'uscita che al carattere meditativo del minimalismo di Terry Riley sostituisce gli implacabili assalti acustici di un ossessivo refrain sprovvisto di tonalità centrale.

Brinkmann mette idealmente sullo stesso livello le avanguardie post-belliche di Darmstadt e la minimal-techno di casa Raster-Noton, due dominii distanti per derivazione sonora ma concettualmente imparentati. Nel suo distacco perlopiù feroce anziché asettico, l'audace connubio traccia con violente sferzate una versione da "camera futurista" delle riduzioni Idm di "Atavism", solcata da bicordi dissonanti à-la Boulez che ne acuiscono ulteriormente l'estetica oltremodo severa.
Diciotto tracce (tre delle quali solo in versione digitale) di durata compresa tra quarantacinque secondi e otto minuti, la cui sostanza non è però soggetta a variazioni considerevoli - se non negli algoritmi caotici che le governano - finiscono per rendere "A 1000 Keys" un'opera monolitica e monocorde, dalla pesantezza pressoché insostenibile. Un ascolto estremo e provante, penalizzato proprio da quell'eccesso di rigore che ne è alla base, proiezione estremizzata di un pensiero musicale senza mezze misure.

Un'ultima nota significativa riguarda i titoli dei brani, sigle di altrettanti aeroporti evocati come non-luoghi per eccellenza, aggregatori di soggetti anonimi in un flusso continuo che elude le coordinate temporali del mondo esterno. Una vita fuori equilibrio come nel "Koyaanisqatsi" di Godfrey Reggio, o forse già la fase finale che ne precede l'aftermath.

(06/09/2016)

  • Tracklist
  1. PSA
  2. LHR
  3. SYD
  4. VIE
  5. JFK
  6. KGD
  7. TLV
  8. TBS
  9. SFO
  10. MEX
  11. HEL
  12. CGN
  13. LAS
  14. YWG
  15. LED
  16. NRT
  17. MAD
  18. KIX


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