Thomas Cohen

Bloom Forever

2016 (Stolen Recordings) | songwriter

Certi fiori non seguono le regole della natura, e non si accontentano di fiorire nel più comune dei giardini, o nella più mite delle foreste. Essi sfidano il destino, sbocciando nelle zone più impervie del pianeta, talvolta a ridosso del cratere di un vulcano, o nel bel mezzo del più arido dei deserti. Sono fenomeni spesso inspiegabili alla ragione umana e che poco collidono con gli stessi principi base della vita. Eppure, è proprio questa inspiegabile capacità di reazione e adattamento a eventi altrimenti contrari a renderli elementi naturali semplicemente unici. Ecco, se potessimo definire con una metafora la breve ma intensa parabola artistica di Thomas Cohen, non dovremmo fare altro che immaginare tali meraviglie della flora.

Dopo aver cavalcato la celere onda degli S.C.U.M, band non più attiva e tra le più rimpiante dell'ultimo lustro, il cantante e musicista londinese è praticamente apparso su tutti i rotocalchi del Regno Unito dopo la triste e prematura scomparsa nel 2014 della moglie Peaches Geldof, figlia di Bob, giornalista, conduttrice televisiva e modella di successo. Una morte che ha inesorabilmente scosso la vita del giovane Thomas, rimasto solo con i piccoli Astala e Phaedra. Un evento che l'ex-frontman degli S.C.U.M cerca di "superare" in qualche maniera, dichiarando di non volersi mai più sentire come un giovane genitore single in preda ai rimpianti, ma di voler tornare a vivere e a sorridere alla vita senza alcuna forma di cedimento al tormento.

La nascita del suo primo disco da solista, intitolato "Bloom Forever", palese riferimento al nome del secondo figlio Phaedra Bloom Forever, trae dunque ispirazione dalla volontà di continuare a sbocciare e fiorire al di là degli eventi e dello scorrere inesorabile del tempo. Una dichiarazione di intenti che pone le basi di un nuovo approccio musicale, che si discosta non poco dai fasti rock dalle tinte dark e dagli umori infranti palesati nell'unico album della sua ex-band d'appartenenza e che trova il suo raggio d'azione in un formula blues sbilenca, dai testi semplici e diretti.

È l'anima profonda di un cantautore che si ritrova improvvisamente, e ancora troppo presto, a fare i conti con se stesso, con una vita che non fa sconti e che non guarda in faccia a nessuno. Tale dramma è melanconicamente vissuto nel piano morbido e leggiadro di "Only Us", ballata dal sapore antico, densa di nostalgia e di quel sentimento amoroso che mai potrà svanire. È il momento più intenso e nichilista di un album che invece riesce a bilanciare alla perfezione momenti dai risvolti armonici differenti. A tal proposito, si prenda ad esempio il coro arioso, speranzoso e leggiadro di "No Rain", l'elegante climax di "New Morning Comes", i quali segnalano una cura dei dettagli minuziosa, e una scelta certosina delle singole partiture strumentali.

Al contempo, la carezzevole title track, sorta di ballad dall'andatura coffee-blues, è una dichiarazione d'amore di Cohen verso il polveroso cantautorato americano nato ai bordi del Mississippi. L'andatura è lenta, dannatamente pacata, con il basso, la chitarra e il piano Rhodes a farla da padroni, mentra il cantato poggia su tonalità tanto struggenti, quanto volutamente fiacche, quasi a volersi cullare nel decadimento strumentale puntualmente sghembo e narcotico. Stesso dicasi dell'open track "Honeymoon", del suo ammaliante sassofono e della sua stralunata struttura armonica, che a tratti rimanda alle brille disarticolazioni lo-fi dei grandissimi Hefner.

Nell'album trova spazio anche un'asciutta leggerezza, che prende quota nel brioso trotto acustico di "Hazy Shades", mentre la coda della conclusiva "Mother Mary" pone in circolo l'unico effettivo momento in cui il "fantasma" degli S.C.U.M torna a mostrarsi con tutto il suo carico di tastiere dal pathos cupo e deviato.
In conclusione, "Bloom Forever" ci consegna l'esordio di un giovane artista interiormente ferito, ma già estremamente maturo nel seguire con la propria personale inclinazione lo-fi i sentieri cantautorali dei principali modelli di riferimento, Townes Van Zandt e Van Morrison. Un giovane autore pronto a fiorire "per sempre", in tutta la sua meraviglia e nella più accecante sregolatezza.

(30/04/2016)

  • Tracklist
  1. Honeymoon
  2. Bloom Forever
  3. Morning Fall
  4. Hazy Shades
  5. Country Home
  6. Ain't Gonna Be No Rain
  7. New Morning Comes
  8. Only Us
  9. Mother Mary


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