Tony Conrad

Outside The Dream Syndicate (ristampa)

2016 (Superior Viaduct) | minimalismo, kraut-rock

Il violinista Tony Conrad è universalmente considerato tra i padri fondatori di tutta la scuola minimalista mondiale, insieme al suo maestro e mentore LaMonte Young. Nato nel 1940 a Concord, nel New Hampshire, si trasferì agli inizi degli anni Sessanta a New York, dove svolgeva parallelamente le attività di cineasta d'avanguardia e quella di musicista. L'incontro nel 1962 con il "guru" LaMonte Young fu fatale, tanto che nello stesso anno entrò a far parte in pianta stabile del suo collettivo Theatre Of Eternal Music (detto altrimenti Dream House), condividendo le sue esperienze con altri grandi innovatori come John Cale, Angus MacLise (visionario sperimentatore psichedelico e primo batterista dei Velvet Underground, morto prematuramente nel 1979), Terry Riley, Jon Hassell e Marian Zazeela (moglie di Young ed entrambi al canto armonico).

Questo rivoluzionario combo inventò di fatto il minimalismo così com'è stato tramandato fino ai giorni nostri. Facendo tesoro di tutte le tecniche armoniche reiterative orientali (indiane in particolare) e anche di un certo approccio dadaista di stampo Fluxus (movimento di cui LaMonte Young fece parte) e di un "non determinismo" caro a John Cage, il Theatre Of Eternal Music si produsse in happening dove sostanzialmente i pezzi musicali proposti sarebbero potuti durare all'infinito, cambiando solo impercettibilmente secondo una "giusta intonazione" data appunto da Young.
Tony Conrad, sulla base di tutto ciò, mutò radicalmente le proprie concezioni musicali e si diede alla realizzazione di composizioni per solo violino su una base di una quasi immutabile microtonalità. Uno o al massimo due accordi di violino potevano durare per delle ore, a seconda delle situazioni. Il suo apice, in tal senso, fu la monumentale composizione "Four Violins" (1964), rimasta inedita fino alla sua prima stampa fonografica da parte della lungimirante (e ormai purtroppo defunta) Table Of The Elements nel 1996 e, inserita l'anno successivo, nell'ottimo box antologico di quattro cd "Early Minimalism" (oggi rivenduto a caro prezzo).

Conrad uscì dall'ensemble di Young nel 1965 e da lì prese il titolo per suo unico album ufficiale fino ad allora, "Outside The Dream Syndicate", registrato durante una sua visita in Germania su invito dei Faust (suoi grandi ammiratori) e del compianto produttore Uwe Nettelbeck al Wumme Studio nell'ottobre 1972, pochi mesi dopo aver completato le registrazioni di "So Far" (Polydor, 1972), il secondo grande album di questi sessantottini freak tedeschi.

"Outside The Dream Syndicate" uscì per la Caroline (una sussidiaria della Virgin) nel 1973, a breve distanza da "The Faust Tapes" (Virgin, 1973), un disco che all'epoca fu presentato dai Faust come una sorta di scherzo ai danni di Richard Branson (illuminato proprietario della Virgin, che ebbe il coraggio di metterli sotto contratto), essendo costituito da una serie di registrazioni casalinghe, demo vari, pastiche parodistici zappiani e spezzoni di brani registrati dal vivo, ma incollati come se fossero un'unica suite. Nonostante lo scherzo, si trattò invece di un esperimento in netto anticipo sui tempi (si pensi, ad esempio, a ciò che faranno in seguito i primi Throbbing Gristle).
Lou Reed tentò un simile tiro mancino ai danni della Rca con il suo doppio (e al limite dell'inascoltabile, per quanto rivalutato a posteriori) "Metal Machine Music" (Rca, 1975), con le sue quattro facciate piene di feedback lancinanti di chitarra e il soffio del master originale interrotto da vaghi cambiamenti di frequenza.

"Outside The Dream Syndicate" consta di due unici lunghi brani della durata di ventisette minuti ciascuno e rappresentano entrambi (secondo gli intenti di Conrad stesso) una versione più popolare e rock del minimalismo microtonale. Nonostante i buoni propositi del suo autore, non si tratta però affatto di un comune disco di rock e, tantomeno, di un'opera di facile fruizione.
Il brano che occupa il lato A, "From The Side Of Man And Womankind", vede la presenza dei Faust solo nella parte ritmica (in pratica, il solo Werner Diermaier alla batteria), con un tempo in 4/4 ridotto e il violino di Conrad che intona un solo unisono per circa quindici minuti e solo negli ultimi dieci accenna a una minima parvenza di melodia, con qualche sparuto incastro armonico. In poche parole, è come ascoltare una "Sister Ray" al rallentatore e in forma ridotta.

"From The Side Of The Machine", posta sul secondo lato, è invece molto più dinamica e qui è decisamente più evidente la presenza dei Faust, anche in fase compositiva, con il sintetizzatore di Rudolf Sosna in primo piano (in particolare nell'elettronica distorta nella parte finale del brano) e con il violino di Conrad che, a tratti, assume persino un tono romantico-decadente. A posteriori, si potrebbe scambiare questo bellissimo brano dall'afflato mistico come appartenente al repertorio maggiore dei Dirty Three.
Nell'insieme, si tratta di uno dei dischi più inusuali e bizzarri della storia del rock, con pochi simili precedenti nella musica popolare. Gli esperimenti naif di chitarra manipolata al moog da George Harrison in "Electronic Sound" (Zapple, 1969) e le sezioni di varie frequenze elettroniche modulate dal duo Beaver & Krause in "The Nonesuch Guide To Electronic Music" (Nonesuch, 1968) costituiscono i due esempi antecedenti più calzanti, in tale ambito musicale "pop/rock".

Le note interne alla busta del disco sono state redatte da Jim O'Rourke, forse uno dei maggiori fan a livello mondiale sia di Conrad che dei Faust (e, non a caso, il violinista del New Hampshire ha spesso "flirtato", oltre che con lui, con Gastr Del Sol, David Grubbs, Kevin Drumm e Animal Collective, in tempi recenti). Altre note biografiche marginali sono state scritte da Branden W. Joseph. L'attuale masterizzazione è decisamente buona (la copia in mio possesso è nel formato in vinile, comunque), anche se si discosta poco da quella in doppio cd del 2002 per la Table Of The Elements (edizione uscita per il trentennale del disco e che contiene tutte le session, comunque non imprescindibili, registrate al Wumme). Un piccolo grande classico da custodire gelosamente, che vale molto di più di una mera curiosità.

Una curiosità finale: non è certo un caso che "Outside The Dream Syndicate", nella sua edizione originale in vinile, sia la rarità più cara a livello collezionistico dei Faust, subito dopo il loro primo album omonimo (Polydor, 1971), che nella sua prima stampa originale (quella con la copertina e vinile trasparenti), ha raggiunto quotazioni di vendita da capogiro.

(01/03/2016)

  • Tracklist

Side A

  1. From The Side Of Man And Womankind


Side B

  1. From The Side Of The Machine


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